Cassazione Penale, Sentenza n. 32498/2022 del 05/09/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Lecce che confermava il sequestro preventivo di un terreno destinato all'estrazione di materiali inerti (cava). Il ricorrente deduceva: (i) inesistenza del fumus delle contravvenzioni urbanistiche contestate (art. 44 DPR 380/2001, lett. a) e c)), e censurava la riqualificazione operata dal Tribunale nella diversa fattispecie di cui alla lett. b); (ii) inesistenza del fumus del delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis cod. pen.), atteso che l'attività estrattiva sarebbe stata di breve durata e non idonea a compromettere significativamente le matrici ambientali; (iii) illegittima evocazione della confiscabilità del fondo ai sensi dell'art. 452-undecies cod. pen., posto che il terreno sarebbe di proprietà di terzi e l'indagato ne era solo affittuario; (iv) ingiustificato mantenimento del sequestro dei beni strumentali, che pregiudicherebbe lo svolgimento di attività lecite dell'impresa dell'indagato.
La decisione
La Corte ha parzialmente accolto il ricorso. Ha annullato con rinvio la parte dell'ordinanza relativa alle contravvenzioni urbanistiche (art. 44 DPR 380/2001) perché il Tribunale di riesame aveva riqualificato i fatti nella lett. b) senza affrontare adeguatamente le deduzioni difensive circa la non configurabilità delle lett. a) e c). Ha però rigettato i rimanenti motivi: ha ritenuto sussistente il fumus del delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis) sulla base dello scorticamento di circa 1.000 mq a profondità di 4/5 m, idoneo a determinare un deterioramento significativo della matrice ambientale anche in sede cautelare; ha poi chiarito che la misura cautelare era motivata come finalità impeditiva e quindi la questione della proprietà e della confiscabilità del fondo (art. 452-undecies) era irrilevante rispetto alla decisione di confermare il sequestro; infine ha ritenuto congrua la valutazione che i beni strumentali potessero essere illecitamente riutilizzati, giustificando il mantenimento del sequestro. Conseguenza pratica: annullamento con rinvio limitato alla valutazione delle contravvenzioni urbanistiche; per il resto il rigetto del ricorso e conferma degli altri provvedimenti cautelari.
Norme richiamate
art. 44, d.P.R. n. 380 del 2001 (lett. a, b, c)
art. 44, comma 1, lett. a), b) e c), d.P.R. n. 380 del 2001
La Corte ha richiamato la distinzione tra le diverse fattispecie contravvenzionali: la lett. a) è la più lieve e pertinente alle difformità rispetto al titolo abilitativo; la lett. c) richiede opere in zone vincolate o lottizzazioni. La riqualificazione in lett. b) senza esaminare la doglianza sulla lett. a) e c) costituisce vizio di motivazione.
art. 452-bis cod. pen.
Il delitto di inquinamento ambientale è un reato di danno che tutela l'ambiente in quanto tale e richiede un concreto pregiudizio ambientale. In sede cautelare è necessaria un'alta probabilità di cagionare compromissione o deterioramento significativi e misurabili; lo scorticamento esteso e profondo può integrare il fumus anche senza accertamenti tecnici specifici.
art. 452-undecies cod. pen.
art. 452-undecies cod. pen.
La disposizione prevede l'ablazione/confisca del sito inquinato se di proprietà dell'autore del reato; tuttavia, ai fini della decisione cautelare adottata nel caso, la Corte ha ritenuto irrilevante la questione della proprietà perché il mantenimento del vincolo era motivato dalla finalità impeditiva (rischio di aggravamento), non dalla confiscabilità.
art. 606 cod. proc. pen.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Le censure in cassazione sono valutate sulla base delle ipotesi di violazione di legge e vizio di motivazione; il vizio motivazionale rilevante (omessa risposta a deduzioni difensive e riqualificazione non argomentata) ha determinato l'annullamento parziale.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Norma citata nella sintetizzazione dei motivi di ricorso; utilizzata per la conformazione della esposizione dei motivi in cassazione.
Massime di principio
- La riqualificazione delle fattispecie operative da parte del giudice deve sempre confrontarsi e motivare specificamente le deduzioni difensive; l'omessa confutazione di doglianze rilevanti può determinare annullamento per vizio di motivazione.
- Per il delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis) in sede cautelare può risultare sufficiente, ai fini del fumus, la dimostrazione di un alterazione significativa e misurabile della matrice ambientale (es. scorticamento esteso e profondo), senza necessità di accertamenti tecnici completi in fase cautelare.
- La possibilità di confiscare il bene (art. 452-undecies) rileva ai fini della confisca definitiva; tuttavia, ai fini di misure cautelari preventive, il giudice può fondare il sequestro sulla finalità impeditiva (rischio di aggravamento o di reiterazione), rendendo irrilevante la proprietà del bene rispetto alla misura cautelare.
- Il sequestro di beni strumentali può essere giustificato quando sussista un concreto rischio che gli stessi vengano impiegati per perpetrare l'attività illecita; il pregiudizio all'attività lecita del soggetto non è determinante se il rischio di uso illecito è fondato e adeguatamente motivato.
- In sede di impugnazione cautelare la Corte di legittimità valuta sia la correttezza giuridica che l'adeguatezza della motivazione: vizi formali e omissioni argomentative su punti decisivi possono comportare annullamento e rinvio.
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