Sentenza del 24/05/2017 n. 281 - Comm. Trib. Prov. Savona
Processo tributario - Comunicazione di irregolarità, ai sensi art. 36 bis D.P.R. 600/73 - Impugnazione - Ammissibilità
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato ritenuto ammissibile. La comunicazione di irregolarità individua infatti in modo sufficientemente preciso sia l'an sia il quantum della pretesa tributaria e determina un interesse concreto e attuale del contribuente a contestarla e a definire le poste debitorie. Pertanto, il contribuente può impugnare la comunicazione senza dover necessariamente attendere l'emissione della successiva cartella di pagamento.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la comunicazione di irregolarità emessa ai sensi dell'art. 36-bis del D.P.R. 600/1973, contestando la pretesa tributaria risultante dal controllo automatizzato della dichiarazione. La questione principale riguardava l'ammissibilità del ricorso, nonostante la comunicazione di irregolarità non costituisca formalmente un atto impositivo tipico.
Norme richiamate
Art. 36-bis del D.P.R. 600/1973
Comunicazione di irregolarità
La comunicazione derivante dal controllo automatizzato della dichiarazione può essere impugnata quando individua concretamente la pretesa tributaria, sia quanto all'esistenza del debito sia quanto al suo ammontare.
Massime di principio
- Un atto dell'Amministrazione finanziaria può essere impugnabile anche se non rientra formalmente tra gli atti impositivi tipici, quando contiene una pretesa tributaria sufficientemente determinata.
- L'ammissibilità del ricorso dipende dalla presenza di un interesse concreto e attuale del contribuente a contestare l'obbligazione tributaria, non soltanto dalla denominazione formale dell'atto.
- La comunicazione di irregolarità derivante dal controllo automatizzato può essere contestata prima della cartella di pagamento se consente al contribuente di conoscere con precisione la causa e l'importo della pretesa.
- In situazioni analoghe occorre verificare il contenuto effettivo dell'atto, la sua idoneità a incidere sulla posizione fiscale del contribuente e la presenza di una pretesa già definita nell'an e nel quantum.
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