Sentenza n. 1428/2026 - Bologna, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che il ricorrente aveva espressamente dichiarato di non avere più interesse alla coltivazione del gravame in ragione della cessione della propria attività commerciale. La domanda principale di annullamento e le domande connesse non sono state esaminate nel merito. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti.
Atto impugnato: graduatoria definitiva e atti della procedura per l'assegnazione di una concessione di suolo pubblico destinata all'installazione di un chiosco di somministrazione di alimenti e bevande in un parco comunale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato la graduatoria definitiva e gli ulteriori atti della procedura comunale, tra cui il bando e i relativi allegati, la nomina della commissione giudicatrice, i verbali della commissione e l'approvazione della graduatoria provvisoria. Aveva chiesto l'annullamento degli atti, l'assegnazione della concessione di suolo pubblico e, in subordine, il risarcimento per equivalente del pregiudizio derivante dalla mancata assegnazione dell'area. Dal testo della sentenza non emergono le specifiche censure di legittimità dedotte. Nel corso del giudizio, con memoria del 7 maggio 2026, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del ricorso, avendo ceduto nelle more la propria attività commerciale.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel contesto della definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa in udienza di smaltimento tenuta da remoto.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione e tale sopravvenuta carenza di interesse è riconducibile alla perdita dell'utilità concreta perseguibile mediante il ricorso, il giudice deve dichiarare l'improcedibilità della domanda.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l'esame nel merito delle censure di legittimità dedotte contro gli atti amministrativi impugnati.
- La sopravvenuta carenza di interesse può derivare dalla cessione dell'attività commerciale cui era funzionalmente collegata la pretesa all'assegnazione di una concessione amministrativa.
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