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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30560/2026 del 11/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel giudizio di legittimità due imputati hanno proposto ricorso contro la sentenza di conferma della condanna per calunnia. La difesa ha censurato: 1) il mancato accoglimento della richiesta di rinnovazione istruttoria e di acquisizione di documentazione ritenuta rilevante, sostenendo che essa sarebbe stata decisiva; 2) la ritenuta sussistenza del fatto e del dolo, contestando la lettura delle prove e delle dichiarazioni rese; 3) la posizione della seconda imputata, deducendone l'estraneità, quantomeno sotto il profilo soggettivo, rispetto alla condotta contestata al padre. La Corte rileva che i motivi erano generici e meramente riproduttivi di censure già vagliate nei gradi di merito, e che in sostanza miravano a ottenere una diversa lettura del compendio probatorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso con riguardo a entrambi gli imputati. Ha ritenuto non manifestamente illogica la motivazione dei giudici di merito sia sul diniego della rinnovazione istruttoria ex art. 603 c.p.p., per l'estraneità temporale e materiale della documentazione rispetto ai fatti di causa, sia sulla prova della calunnia sotto il profilo oggettivo e soggettivo. La sentenza ha valorizzato, tra l'altro, la tempistica della denuncia, le circostanze concrete delle condotte accertate e l'incompatibilità logica di esse con la tesi difensiva dell'essere state le parti offese vittime di estorsione da parte di soggetti non individuati. Per la seconda imputata è stato inoltre evidenziato che aveva aderito alle denunce del padre ed era legale rappresentante della società che aveva chiesto il ristoro previsto per le vittime di estorsione. Conseguentemente sono state applicate le statuizioni di cui all'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 603 c.p.p.

    La rinnovazione istruttoria in appello non è necessaria quando la documentazione richiesta è estranea, anche per ragioni temporali, rispetto ai fatti oggetto di imputazione e la motivazione sul punto non è manifestamente illogica.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, seguono le conseguenti statuizioni processuali previste dalla norma.

  • delitto di calunnia (art. 368 c.p.)

    Il giudizio di legittimità conferma la valutazione di merito sulla sussistenza del fatto e dell'elemento soggettivo, non essendo consentita una diversa lettura delle prove se la motivazione impugnata non è manifestamente illogica.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a riproporre censure già esaminate e disattese dai giudici di merito, senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Il diniego di rinnovazione istruttoria in appello è legittimo quando il materiale richiesto sia ritenuto irrilevante o estraneo, anche temporalmente, rispetto al thema decidendum, e la relativa motivazione non presenti manifeste illogicità.
  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una rivalutazione del compendio probatorio o una lettura alternativa, ancorché plausibile, delle dichiarazioni e degli elementi di fatto posti a base della decisione di merito.
  • Ai fini della calunnia, la valutazione della falsità dell'accusa e del dolo può essere desunta da un apprezzamento complessivo delle condotte e della tempistica delle denunce, quando tali elementi risultino logicamente incompatibili con la versione difensiva prospettata.
  • La posizione di un concorrente o aderente alla denuncia calunniosa può essere desunta anche da comportamenti concludenti, come l'adesione alle denunce altrui e l'attivazione di procedure connesse al fatto denunciato.

Come è indicizzato

MaterieCalunniaImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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