Cassazione Penale, Sentenza n. 31672/2025 del 22/09/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello che confermava le condanne di primo grado. Il padre (Ciro Infante) contestava il diniego del proscioglimento ex art.131-bis cod. pen. per l'esiguità del fatto, lamentando motivazione insufficiente e argomentazioni apodittiche (intensità del dolo, precedente penale). Il figlio (Ciro Infante Junior) articolava quattro motivi: vizio di motivazione sulla consapevolezza della provenienza delittuosa dei telefoni (dolo); mancato proscioglimento ex art.131-bis per le circostanze personali e modalità della condotta; errata applicazione della legge con mancata derubricazione a reato contravvenzionale (art.712 cod. pen.) sostenendo colpa e non dolo; vizio di motivazione sul diniego delle attenuanti generiche e sulla determinazione della pena, lamentando che le contraddizioni processuali erano esercizio del diritto di difesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi perché privi della specificità richiesta dagli artt. 581 e 591 c.p.p. e comunque manifestamente infondati. Ha ritenuto che i giudici di merito avessero adeguatamente motivato: sul dolo di ricettazione del figlio (elementi concreti indicanti consapevolezza della provenienza illecita, vendita tempestiva, valore elevato dei telefoni), sul diniego del proscioglimento ex art.131-bis (recidiva per il padre; esiguità del danno esclusa per il figlio dato il valore commerciale dei telefoni), e sul rigetto delle attenuanti generiche (contraddittorietà e versioni non attendibili). Conseguentemente le condanne rimangono efficaci (padre: 4 mesi di reclusione per il reato collegato alla sostituzione di persona; figlio: 3 mesi di reclusione per ricettazione, pena sospesa) e i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 131-bis cod. pen.
La Corte ha valutato negativamente la richiesta di proscioglimento ex art.131-bis: per il padre il diniego è motivato dalla recidiva e dalla modalità della condotta; per il figlio è esclusa l'esiguità del danno in presenza di telefoni di valore commerciale significativo.
art. 648 cod. pen., comma 4
Il giudice di merito ha qualificato la ricettazione del figlio come di particolare tenuità ai sensi del quarto comma; tuttavia ciò non ha necessariamente comportato il proscioglimento ex art.131-bis, essendo i concetti distinti.
art. 712 cod. pen.
La Corte ha ritenuto infondata la censura sulla derubricazione a fatto contravvenzionale per colpa: i giudici di merito hanno desunto elementi indicativi del dolo, non della mera negligenza.
art. 581 c.p.p.
Richiama il requisito di specificità dei motivi di ricorso per la cassazione; i ricorsi sono stati ritenuti privi della specificità richiesta.
art. 591 c.p.p., comma 1, lett. c)
Richiama i limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione: mancanza di specificità ha determinato l'inammissibilità.
art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e)
La Suprema Corte individua la soglia per ravvisare manifesta illogicità della motivazione: la ricostruzione difensiva deve essere inconfutabile e non mera ipotesi alternativa, cosa non avvenuta nel caso del figlio.
art. 616 c.p.p.
Applicata per la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e alla sanzione pecuniaria verso la Cassa delle Ammende per ricorsi dichiarati inammissibili.
Giurisprudenza citata (Sez.2, n.29449 del 18/06/2019, Raso)
Richiamata per il principio che la ricettazione può sussistere anche quando il reato presupposto non sia punibile per difetto di querela.
Giurisprudenza citata (Sez.2, n.3817 del 09/10/2019, Mannile)
Richiamata sul principio che la motivazione è manifestamente illogica solo se la ricostruzione alternativa dell'imputato è inconfutabile e fondata su elementi probatori, non su mere congetture.
Massime di principio
- Per ottenere l'accoglimento in Cassazione è necessario formulare motivi con la specificità richiesta dagli artt. 581 e 591 c.p.p.; argomentazioni generiche o alternative non specificate sono inammissibili.
- La manifesta illogicità della motivazione ai sensi dell'art.606 c.p.p., lett. e) richiede che la versione difensiva sia inconfutabile e sorretta da elementi probatori concreti; semplici ipotesi alternative non sono sufficienti.
- La ricettazione può configurarsi anche se il reato presupposto non è procedibile per difetto di querela; ciò non esclude la responsabilità per il successivo acquisto e vendita di beni provenienti da reato.
- Il proscioglimento ex art.131-bis richiede una valutazione concreta e motivata dell'esiguità del fatto e delle condizioni personali: esiguità del danno e particolare tenuità del fatto (art.648, comma 4) sono concetti distinti e vanno valutati separatamente.
- La vendita rapida e il valore elevato di beni di provenienza dubbia sono elementi che, se non adeguatamente giustificati, possono far ritenere la consapevolezza della provenienza delittuosa.
- La mancanza di collaborazione processuale o la presentazione di versioni contrastanti possono escludere l'apprezzamento delle attenuanti generiche e influenzare la determinazione della pena.
- La richiesta di derubricazione da dolo a colpa (art.712) deve fondarsi su elementi probatori che rendano più plausibile la mancanza di coscienza e volontà del reato; l'accertamento è rimesso al giudice di merito e la Cassazione interviene solo in casi di manifesta illogicità.
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