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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38762/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che, in rito abbreviato, ha condannato l'imputato per il reato di evasione (fatto del 19/07/2016). Due principali censure: 1) nullità per omessa o irregolare notifica dell'avviso ex art. 415-bis cod. proc. pen. (l'avviso sarebbe stato notificato al difensore prima che questi fosse nominato difensore di fiducia); 2) omessa declaratoria di prescrizione del reato (secondo il ricorrente la prescrizione sarebbe maturata il 19/01/2024 in assenza di atti interruttivi).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto il motivo generico e non confrontato con la motivazione della corte di appello, la quale aveva accertato che l'avvocato Sparano aveva ricevuto il 17/03/2017 l'avviso ex art. 415-bis in qualità di difensore d'ufficio (nomina d'ufficio resa necessaria dall'irreperibilità dell'imputato), idoneo ai sensi dell'art. 159 cod. proc. pen.; sul secondo motivo la Corte ha ritenuto la deduzione manifestamente infondata perché il ricorrente non aveva considerato i 91 giorni di sospensione della prescrizione (dal 19/01/2024 al 19/04/2024) dovuti all'adesione dei difensori all'astensione dalle udienze deliberata dall'Ordine degli avvocati, per cui la prescrizione è maturata il 19/04/2024, quindi dopo la sentenza di appello del 22/03/2024. Conseguentemente il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende (in via equitativa, ai sensi della giurisprudenza costituzionale richiamata) per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Riguarda l'avviso di conclusione delle indagini preliminari; la Corte ha ritenuto valida la notifica ricevuta dall'avvocato in qualità di difensore d'ufficio come notifica idonea ai fini procedurali.

  • art. 159 cod. proc. pen.

    Consente la notifica al difensore quando l'imputato è irreperibile; la Corte lo ha invocato per giustificare la validità della notificazione all'avvocato d'ufficio.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata nella deduzione di cassazione (criteri di ammissibilità dei motivi in Cassazione); il ricorso è stato ritenuto inammissibile anche per genericità rispetto alla motivazione di merito.

  • Decisione della Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata come parametro per disporre l'obbligo, in caso di colpa nella determinazione dell'inammissibilità, del versamento di una somma alla Cassa delle ammende; sulla base di tale orientamento la Corte ha liquidato euro 3.000,00.

  • Sospensione della prescrizione per adesione dei difensori all'astensione dalle udienze

    Fatto rilevato dalla Corte: la partecipazione dei difensori all'astensione ha determinato una sospensione di 91 giorni della prescrizione; la Corte ha computato tale sospensione per stabilire la data di estinzione del reato.

Massime di principio

  • La notifica dell'avviso ex art. 415-bis è valida se effettuata al difensore d'ufficio se e nella misura in cui la nomina d'ufficio è risultata necessaria per l'irreperibilità dell'imputato; la successiva nomina di un difensore di fiducia non invalida la precedente notificazione ricevuta dal difensore d'ufficio.
  • In Cassazione i motivi devono affrontare specificamente e puntualmente la motivazione della corte di merito: censure generiche o astratte sono inammissibili.
  • Il calcolo della prescrizione richiede la considerazione di tutte le sospensioni e interruzioni previste dalla legge o risultanti da fatti e atti rilevanti (es. astensioni collettive dei difensori riconosciute come sospensive); chi invoca la prescrizione deve documentare con precisione l'assenza di atti interruttivi e l'assenza di sospensioni.
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso può comportare, oltre alle spese, l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende quando si ravvisino ragioni di colpa nella presentazione dell'impugnazione, secondo i criteri richiamati dalla giurisprudenza costituzionale.
  • In situazioni analoghe è strategico: 1) conservare e produrre prove sulla mancata notifica (e non limitarsi a censure generiche); 2) documentare analiticamente il calcolo dei termini prescrizionali, indicando eventuali atti interruttivi o sospensive; 3) contestare immediatamente l'eventuale notifica al difensore d'ufficio solo se si può dimostrare che non sussisteva irreperibilità o che la notifica non è stata effettivamente ricevuta.

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