Cassazione Penale, Sentenza n. 12089/2026 del 31/03/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Pellegrini ha impugnato l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo (beni mobili culturali rimossi dal locale storico "Caffè Greco") nell'ambito di un'indagine per il reato previsto dall'art. 169, lett. a), d.lgs. 42/2004. Il Tribunale del riesame aveva ritenuto che i beni fossero di proprietà della società "Antico Caffè Greco S.r.l." e che Pellegrini non li detenesse in proprio; avendo agito quale persona fisica e non come legale rappresentante munito della procura speciale, mancava l'interesse concreto e attuale alla restituzione richiesto dall'art. 568, comma 4, c.p.p. Pellegrini deduceva invece interesse ad impugnare in quanto indagato (rilevi di responsabilità civile, disponibilità materiale dei beni quale amministratore, e riflessi sulla posizione processuale in caso di accertamento dell'insussistenza del fumus delicti) e contestava vizi di motivazione e di autonoma valutazione del GIP.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la pronuncia delle Sezioni Unite citata non autorizzi a riconoscere in via automatica l'interesse dell'indagato a impugnare un sequestro su beni di terzi quando l'interessato non allega un interesse concreto e attuale correlato alla rimozione del vincolo. Dal contenuto degli atti depositati era emerso che la difesa chiedeva la restituzione dei beni alla società tramite Pellegrini; pertanto mancava la titolarità personale alla restituzione. Per tali ragioni il Tribunale del riesame ha correttamente dichiarato l'inammissibilità per carenza di interesse, con conseguente esclusione dell'esame del merito. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.lgs. 42/2004, art. 169, lett. a)
Norma sostanziale che qualifica il reato relativo ai beni culturali oggetto di sequestro; il sequestro era adottato nell'ambito di un procedimento per tale fattispecie
cod. proc. pen., art. 568, comma 4
Richiede che chi impugna il provvedimento cautelare abbia un interesse concreto e attuale alla restituzione; assorbente ai fini di ammissibilità del riesame quando il ricorrente non è proprietario del bene
cod. proc. pen., art. 322
Richiamato dalla difesa per un'interpretazione più ampia delle regole di legittimazione all'impugnazione, però la Corte ha ritenuto non applicabile per giustificare l'ammissibilità automatica
cod. proc. pen., art. 324
Norme sulle impugnazioni avanti al riesame; richiamata nella contestazione ma non ritenuta idonea a modificare il requisito di interesse concreto
cod. proc. pen., art. 591, comma 1, lett. a)
Richiamata in relazione ai rimedi e alla competenza; citata nel quadro normativo delle impugnazioni
cod. proc. pen., art. 309, comma 9
Regole speciali del giudizio di riesame che impongono l'onere di devoluzione di specifiche doglianze di merito e la necessità di allegazioni precise per ottenere risposte di merito dal giudice del riesame
cod. proc. pen., art. 292, lett. c)
Richiamato nel secondo motivo in riferimento alla nullità del decreto per mancanza di autonoma motivazione del GIP; la Corte non è entrata nel merito per l'inammissibilità
cod. proc. pen., art. 125
Richiamato in relazione al principio di motivazione; la Corte ha ritenuto che non sussistesse vizio motivazionale perché il Tribunale non ha esaminato il merito per una causa pregiudiziale di inammissibilità
cod. proc. pen., art. 325
Rinvio in tema di vizio di motivazione: la doglianza è stata respinta in quanto il provvedimento impugnato motivava adeguatamente la ragione pregiudiziale (carenza di interesse)
cod. proc. pen., art. 606
Richiamato quale limite delle censure gravabili in Cassazione e in relazione all'onere di devoluzione delle questioni contestate al giudice del riesame
legge 11/08/2017 n. 103, art. 1, comma 64
Autorizza la sentenza a disporre l'aumento della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende; qui utilizzata per imporre Euro 3.000 al ricorrente
cod. proc. pen. (o normativa sanzionatoria), art. 616
Citato nel provvedimento in relazione alla possibilità di aumentare la sanzione; la Corte ha esercitato la facoltà prevista per l'aumento equitativo della somma alla Cassa delle ammende
Massime di principio
- Chi non è proprietario del bene sequestrato deve allegare e provare un interesse concreto e attuale alla restituzione per essere legittimato a proporre il riesame: l'impugnazione presentata come persona fisica per beni di proprietà societaria è in genere inammissibile se non agita nella qualità di rappresentante dell'ente.
- L'amministratore o socio non gode automaticamente di una posizione giuridica autonoma rispetto alla società: per agire contro un sequestro di beni societari è necessario che la domanda sia proposta nella veste e con le procure appropriate dell'ente proprietario.
- L'allegazione generica dell'interesse (es. possibili riflessi sulla posizione dell'indagato, profili di responsabilità civile o utilità difensiva futura) non basta; l'onere di allegazione è stringente: occorre indicare fatti e effetti concreti che collegano la rimozione del sequestro alla posizione personale dell'impugnante.
- Se il giudice dichiara l'inammissibilità per carenza di interesse, questo costituisce causa pregiudiziale che impedisce l'esame del merito: le censure sul fumus del reato o sulla motivazione del GIP non saranno valutate se l'istanza non supera il filtro di ammissibilità.
- Per evitare l'inammissibilità, l'agente difensivo dovrebbe: (a) proporre il riesame nella qualità corretta (es. legale rappresentante) o far intervenire formalmente la società con procura speciale; (b) documentare l'interesse concreto e attuale (es. atti che dimostrino la disponibilità materiale o conseguenze patrimoniali personali); (c) devolvere al giudice del riesame le questioni di merito in modo dettagliato e provvisto di elementi probatori.
- La giurisprudenza tende a non estendere automaticamente i diritti di impugnazione all'indagato terzo rispetto al bene: le Sezioni Unite e la Cassazione richiedono un onere di allegazione non eludibile, pertanto la strategia difensiva deve conformarsi a questi requisiti processuali.
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