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Sentenza

Sentenza del 23/01/2023 n. 2029 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso in cassazione è stato dichiarato inammissibile per mancata prova del perfezionamento della notifica a mezzo posta dell'atto di impugnazione (assenza dell'avviso di ricevimento). Per i motivi processuali la Corte non ha esaminato il merito delle questioni sostanziali relative alla TARI. Inoltre è stata disposta per il ricorrente la maggiorazione del contributo unificato ai sensi della normativa vigente.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione dell'avviso di pagamento TARI 2015 relativo a un immobile ubicato nell'area interportuale di Nola; la ricorrente deduceva l'inesistenza del presupposto dell'imposta per mancato svolgimento del servizio di raccolta rifiuti nelle aree interportuali e contestava la rilevanza probatoria di un contratto prodotto in giudizio (riferito a diverso anno) e la coerenza delle determinazioni comunali e degli accordi transattivi precedenti.

Norme richiamate

  • L. n. 147 del 2013, art. 1, commi 641, 656, 657

    Richiamata dalla ricorrente in relazione alla disciplina TARI; non ulteriormente analizzata dalla Corte a causa dell'inammissibilità processuale del ricorso.

  • D.L. n. 201 del 2011, art. 14, conv. in L. n. 214 del 2011

    Norma richiamata sul tema della disciplina tributaria comunale; non decisiva per la Corte a causa dell'inammissibilità.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 59

    Richiamato in relazione alla TARI/TARSU; la Corte non ha deciso nel merito ma la norma è parte del quadro normativo contestato.

  • D.Lgs. n. 152 del 2006

    Riferimento normativo richiamato dalla ricorrente in tema ambientale/rifiuti; non oggetto di valutazione decisoria per la Cassazione in ragione dell'inammissibilità.

  • Delib. Giunta Comunale n. 72 del 2014; Delib. n. 75 del 2013; Delib. Consiglio comunale n. 66 del 1998; Det. Dirig. Comune di Nola 18 maggio 2010

    Atti comunali richiamati dalla ricorrente per dimostrare la disciplina adottata localmente e l'effettività/non efficacia delle determinazioni; la Corte ha rilevato che le determinazioni relative ad anni diversi non provano il servizio per l'anno contestato.

  • L. n. 53 del 1994, art. 7

    Norma sulla notifica a mezzo posta invocata: la Corte ha richiamato la regola che la notifica via servizio postale si perfeziona con la consegna e la prova documentale dell'avviso di ricevimento.

  • Codice di procedura civile, art. 149

    L'avviso di ricevimento è il documento idoneo a provare la consegna della notifica; l'assenza di tale avviso comporta l'inesistenza della notificazione per la Cassazione.

  • Codice di procedura civile, art. 291

    Richiamato per spiegare che, ove la notifica sia inesistente per mancanza dell'avviso di ricevimento, non è consentita la rinnovazione ai sensi di tale articolo in Cassazione.

  • L. n. 890 del 1982, art. 6, comma 1

    Prevista la possibilità di richiedere duplicato dell'avviso di ricevimento; la Corte osserva che il ricorrente può chiedere rimessione in termini offrendo prova di essersi tempestivamente attivato per ottenere il duplicato.

  • Costituzione, art. 111

    Riferimento al principio di ragionevole durata del processo: la Corte precisa che l'udienza non può essere rinviata per consentire il deposito dell'avviso di ricevimento.

  • D.L. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8-bis, conv. in L. n. 176 del 2020; D.L. 30 dicembre 2021, n. 228, art. 16, comma 1

    Richiamate in relazione alla proroga della disciplina processuale per causa Covid; non hanno inciso sulla decisione sostanziale, la causa è stata decisa in udienza ordinaria.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, come inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17

    Norma richiamata per la statuizione circa l'obbligo del ricorrente al versamento di un'ulteriore somma a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • In materia di TARI, la prova dell'inesistenza o inadempimento del servizio di raccolta grava sul contribuente che lo deduce, ma le determinazioni comunali e i contratti devono essere riferiti espressamente all'anno contestato per essere rilevanti probatoriamente.
  • Un contratto o una determinazione riferiti a anni diversi da quello oggetto dell'avviso non hanno efficacia dimostrativa automatica circa l'effettivo svolgimento del servizio nell'anno contestato.
  • Ai fini dell'esonero dalla TARI non sempre è necessario dimostrare l'effettività materiale del servizio: se è provabile che il servizio fosse potenzialmente e concretamente fruibile nell'anno, ciò può essere valutato come presupposto di non tassabilità; tuttavia la valutazione va fatta sul caso concreto e su prove pertinenti per l'anno interessato.
  • Per i ricorsi in Cassazione la notifica a mezzo posta si considera perfezionata solo con la produzione dell'avviso di ricevimento (A/R); la mancata produzione dell'A/R comporta l'inesistenza della notificazione e l'inammissibilità del ricorso, salvo che il ricorrente ottenga per tempo duplicato e rimessione in termini con prova dell'attivazione tempestiva.
  • Le questioni processuali formali (es. prova della notifica) possono precludere l'esame del merito: è fondamentale osservare rigorosamente i requisiti di forma e prova per evitare l'inammissibilità.
  • L'assenza di costituzione del Comune non impedisce che la causa sia decisa, ma può avere effetti sulle spese; comunque la Corte può dichiarare inammissibile il ricorso per vizi processuali del ricorrente anche se la pubblica amministrazione non si è costituita.

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