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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19636/2022 del 19/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'appello di Roma, rilevando che la motivazione della sentenza di appello non riguardava il processo di Gentili Sandro e quindi mancava qualsiasi motivazione reale sul caso giudiziario censurato.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Gentili Sandro era stato condannato dal Tribunale di Roma (29/12/2020) per detenzione di 37,8 grammi di cocaina (art. 73, primo comma T.U. stupefacenti) a 8 mesi di reclusione e €1.000 di multa; la Corte d'appello di Roma confermò la condanna il 31/03/2021. In cassazione il ricorrente denunciò nullità e violazione di legge perché la motivazione della sentenza di appello non concerneva il suo caso ma riportava fatti relativi ad un distinto processo (Tribunale di Tivoli, 25/10/2018, a carico di Gentili Domenico), sosteneva la mancanza o incongruità del dispositivo (diversa trasmissione via PEC), l'assenza di data e firme leggibili dei giudici e l'assenza di una reale motivazione che rispondesse ai motivi di impugnazione (mancato esame delle doglianze sull'applicazione del quinto comma dell'art. 73).

Norme richiamate

  • art. 73, primo comma T.U. stupefacenti

    detenzione di sostanze stupefacenti

    La norma incrimina la detenzione di stupefacenti; nel caso la condanna fu per detenzione di 37,8 g di cocaina. La Cassazione non ha esaminato nel merito l'applicazione della norma perché ha annullato per vizi della motivazione e del procedimento.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alla nullità della sentenza per violazione di legge: la norma è stata evocata come principio generale sulla correttezza formale e sostanziale del provvedimento giudiziario (esigenza di motivazione conforme e priva di errori formali che incidono sulla validità della decisione).

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Richiamato come fondamento procedurale relativo alle nullità o vizi di motivazione e alla correttezza dell'iter decisionale impugnato; la Corte ha ritenuto sussistente il vizio materiale e logico nella motivazione.

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Citato rispetto ai limiti della motivazione del ricorso in cassazione (il ricorso va trattato nei limiti strettamente necessari per la motivazione); la Corte ha valutato i motivi ammessi e ritenuto fondato il vizio indicato.

Massime di principio

  • Se la motivazione di una sentenza di appello non si riferisce ai fatti e alle deduzioni del processo sottoposto al giudizio (es. descrive un diverso procedimento), la sentenza è viziata e può essere annullata per carenza di motivazione.
  • Discrepanze tra il dispositivo trasmesso (PEC) e il testo della sentenza, l'assenza di data certa o firme leggibili possono integrare vizi formali suscettibili di nullità quando pregiudicano l'intelligibilità o la certezza del provvedimento.
  • Il giudice d'appello è obbligato a rispondere alle doglianze svolte in appello: la mancata trattazione delle questioni rilevanti o l'assenza di una motivazione concreta sulle contestazioni principali può determinare l'annullamento con rinvio.
  • Quando la Cassazione annulla per vizi di motivazione o formali che impediscono il giudizio di merito, è usuale il rinvio ad altra sezione per un nuovo esame, onde garantire un giudizio imparziale e corretto.
  • Nel valutare un ricorso per nullità della motivazione, è importante verificare se il vizio abbia inciso sulla decisione: vizi meramente formali e irrilevanti non sempre comportano annullamento, ma quelli che rendono incomprensibile o inapplicabile la decisione sì.

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