Cassazione Penale, Sentenza n. 25495/2024 del 27/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza relativo alla decisione sulla richiesta del Procuratore della Repubblica di revoca, ai sensi dell\'art. 168, comma 1, n. 2), codice penale, della sospensione condizionale della pena concessa ad Hassan Radouane. Il Tribunale di Taranto si era dichiarato incompetente ritenendo che la competenza spettasse alla Corte d\'Appello di Lecce - sezione distaccata di Taranto in base alla sentenza di condanna divenuta irrevocabile per ultima (Corte d\'Appello, sezione di Taranto, 6 dicembre 2021, irrevocabile 12 gennaio 2022). La Corte d\'Appello di Lecce - sezione distaccata di Taranto, ricevuti gli atti, ha sollevato conflitto negativo sostenendo invece che la sentenza divenuta irrevocabile per ultima fosse quella del Tribunale di Taranto del 24 ottobre 2022 (irrevocabile 7 febbraio 2023). Si è dunque posto il quesito su quale fosse il giudice competente a decidere la istanza di esecuzione.
La decisione
La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto e lo ha risolto dichiarando la competenza del Tribunale di Taranto. Ha ritenuto che, al momento di introduzione del procedimento esecutivo (16 marzo 2023), la sentenza divenuta irrevocabile per ultima era quella del Tribunale di Taranto (24/10/2022, irrevocabile 7/2/2023). Applicando il principio della perpetuatio jurisdictionis, la competenza del giudice dell\'esecuzione si determina al momento della presentazione della domanda e non muta per il successivo passaggio in giudicato di altra sentenza. Conseguentemente il conflitto negativo è stato risolto a favore del Tribunale di Taranto e la Corte ha disposto la trasmissione degli atti e le comunicazioni di rito (art. 32, comma 2, c.p.p.).
Norme richiamate
art. 168, comma 1, n. 2), codice penale
revoca, ex art. 168, comma primo, n. 2), cod. pen., della sospensione condizionale della pena
Norma richiamata quale titolo della richiesta di revoca della sospensione condizionale; la Corte ha valutato la competenza a decidere sulla istanza di revoca fondata su tale norma.
art. 28 c.p.p.
situazione prevista dall\'art. 28 c.p.p.
Articolo richiamato per definire la sussistenza del conflitto di competenza quando due giudici rifiutano contemporaneamente la cognizione del procedimento rispetto alle stesse persone.
principio della perpetuatio jurisdictionis (giurisprudenza)
Sez. 1, n. 51271 del 30/09/2019, Rv. 277733
Principio applicato dalla Corte: la competenza del giudice dell\'esecuzione si radica al momento della presentazione della domanda e non cambia se, successivamente, un\'altra sentenza diventa irrevocabile.
art. 32, comma 2, codice di procedura penale
seguono le comunicazioni di cui all\'art. 32, comma 2, cod. proc. pen.
Norma richiamata per gli obblighi di comunicazione conseguenti alla decisione sul conflitto di competenza.
Massime di principio
- Il giudice dell\'esecuzione competente si determina in base alla sentenza divenuta irrevocabile per ultima al momento dell\'introduzione della domanda esecutiva (principio della perpetuatio jurisdictionis).
- Se due o più giudici si rifiutano contemporaneamente di esercitare la cognizione nei confronti delle stesse persone, sussiste conflitto di competenza ai sensi dell\'art. 28 c.p.p., che va risolto dalla Corte competente.
- La successive modifiche dello stato giudicato (cioè il passaggio in giudicato di altre sentenze) non retroagiscono per spostare la competenza determinata dalla data di presentazione dell\'istanza esecutiva.
- In presenza di conflitto negativo, la Corte deve verificare quale fosse la sentenza irrevocabile per ultima al momento di instaurazione del procedimento e decidere la competenza in base a quel momento temporale.
- Le comunicazioni formali successive alla decisione sul conflitto devono essere eseguite secondo le previsioni procedurali (es. art. 32, comma 2, c.p.p.).
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