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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17389/2023 del 26/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Potenza che, in sede di riesame di misure cautelari reali, aveva annullato il decreto con cui il GIP aveva convalidato il sequestro preventivo per equivalente disposto d'urgenza dal P.M. (reati di autoriciclaggio, capi D) ed E) dell'imputazione). Il Procuratore ha dedotto violazione di legge in ordine alla sussistenza del fumus commissi delicti del reato di autoriciclaggio e del periculum in mora.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. L'ordinanza impugnata era stata depositata il 4 ottobre 2022 e comunicata al Pubblico ministero il 5 ottobre 2022; il ricorso per cassazione è stato depositato il 4 novembre 2022, oltre il termine di quindici giorni previsto dall'art. 325 c.p.p., come interpretato dalla giurisprudenza. Pertanto non è stato esaminato il merito delle censure sul fumus e sul periculum e il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    termine di quindici giorni per il ricorso per cassazione avverso ordinanze

    Il termine di quindici giorni per proporre ricorso per cassazione decorre dalla comunicazione dell'ordinanza; la sua inosservanza determina l'inammissibilità del ricorso, secondo la giurisprudenza consolidata.

  • Giurisprudenza di legittimità, Sez. 3, n. 13737 del 15/11/2018 (dep. 2019), Ficarra, Rv. 275190

    citata come principio pacificamente interpretativo del termine di 15 giorni previsto dall'art. 325 c.p.p.

    Conferma l'orientamento secondo cui il termine di cui all'art. 325 c.p.p. è perentorio e va calcolato dalla comunicazione dell'atto; la tardività comporta l'inammissibilità del ricorso di cassazione.

Massime di principio

  • Il termine per proporre ricorso per cassazione contro ordinanze è perentorio: va calcolato dalla data di comunicazione dell'atto e rispettato con attenzione; la tardività determina l'inammissibilità senza esame del merito.
  • È fondamentale conservare e certificare le date di deposito e di comunicazione degli atti (ricevute, verbali, notifiche) perché determinano l'inizio del termine per proporre impugnazioni.
  • Se si contesta la validità della comunicazione (ad es. inesatta data di notifica), occorre proporre tempestive impugnazioni o eccezioni procedurali nei termini opportuni, poiché l'inammissibilità per tardività è un ostacolo insormontabile al riesame del merito.
  • Questioni sostanziali rilevanti (es. sussistenza del fumus commissi delicti o del periculum in mora) rischiano di non essere valutate se si incorre in vizi procedurali; prima di impugnare, verificare la correttezza formale e temporale dell'impugnazione.
  • In caso di misure cautelari urgenti come il sequestro per equivalente, valutare tutte le vie di impugnazione ordinabili e tempestive (ricorso al riesame, opposizioni, o eventuali rimedi anticipatori) per non perdere la tutela giurisdizionale per motivi processuali formali.

Testo integrale

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