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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38394/2022 del 12/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava il sequestro preventivo della somma di 6.092,90 euro trovata in suo possesso durante un controllo di polizia. Deduceva: 1) vizio procedurale e di diritto perché il decreto di sequestro emesso dal Pubblico Ministero non sarebbe valido dopo l'annullamento del precedente sequestro probatorio e non si potrebbe "aggiustare processualmente" il provvedimento cambiandone la finalità; 2) carenza del fumus commissi delicti: il tentativo di fuga non sarebbe di per sé indice della provenienza illecita del denaro, e le giustificazioni fornite dal ricorrente sarebbero sufficienti a escludere l'illiceità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Sul primo punto ha rilevato che il sequestro probatorio (finalizzato all'accertamento) e il sequestro preventivo (finalizzato alla conservazione del bene in vista di confisca) hanno scopi diversi ma possono coesistere, succedersi o sostituirsi quando sussistono i presupposti, anche per evitare la perdita dell'esigenza probatoria o il rischio di sottrazione del bene (richiamando giurisprudenza consolidata). Sul secondo punto la Corte ha ritenuto plausibile la deduzione della provenienza illecita del denaro alla luce del comportamento del ricorrente (tentativo di fuga e dispersione delle banconote senza giustificazione plausibile) e dell'assenza di giustificazioni credibili. Ha inoltre ricordato il limite del sindacato in cassazione contro le ordinanze di riesame (art. 325 c.p.p.): il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge e non per vizi logico-motivazionali non radicali; pertanto le censure sul merito del fumus non sono state accolte. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 253 c.p.p.

    Disciplina il sequestro probatorio del corpo del reato o di cose pertinenti al reato; finalità volta all'accertamento probatorio e distinto dal sequestro preventivo

  • art. 321 c.p.p.

    Regola il sequestro preventivo nella duplice declinazione del primo e secondo comma; finalità cautelare e conservativa (anche in vista della confisca) e legittima la misura anche se il bene è già gravato da sequestro probatorio quando sussista pericolo concreto di cessazione dell'esigenza probatoria o di sottrazione

  • art. 325 c.p.p.

    art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce i limiti del ricorso per cassazione contro le ordinanze di riesame: ammissibile solo per violazione di legge, non per mere censure di valutazione probatoria o vizi logici non radicali

  • art. 606 c.p.p.

    art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Indica i motivi di ricorso per cassazione; la giurisprudenza limita l'accoglimento per vizi di motivazione solo quando siano radicali (assenza o grave incoerenza dell'apparato argomentativo)

  • Giurisprudenza richiamata - Piccirillo

    Sez. 2, n. 5967 del 08/01/2014, Piccirillo, Rv. 258271

    Conferma la legittimità del sequestro preventivo di un bene già sottoposto a sequestro probatorio se sussiste pericolo concreto ed attuale di cessazione dell'esigenza probatoria o di sottrazione

  • Giurisprudenza richiamata - Milo

    Sez. 3, n. 29916 del 13/07/2011, Milo, Rv. 250667

    Autorizza il sequestro preventivo di un bene gravato da sequestro probatorio per evitare un iato temporale che impedisca al P.M. di chiedere la misura reale, con conseguente rischio di sottrazione

  • Giurisprudenza richiamata - Tartari

    Sez. 2, n. 29685 del 05/07/2011, Tartari, Rv. 251028

    Riconosce che la sussistenza del reato presupposto può essere evidenziata anche attraverso elementi di natura logica e indiziaria

  • Giurisprudenza richiamata - Angelini / Ivanov / Bevilacqua

    Sez.5, n. 35532 del 25/06/2010, Angelini; Sez.U. n.25932 del 2008, Ivanov; Sez.U. n.5876 del 2004, Bevilacqua

    Principi sul contenuto minimo richiesto della motivazione e sul sindacato di legittimità in cassazione (vizi gravi e radicali della motivazione per ammettere annullamento)

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio e il sequestro preventivo hanno finalità diverse ma non sono mutualmente esclusivi: il sequestro preventivo può essere disposto anche su beni già gravati da sequestro probatorio se sussiste pericolo concreto di perdita dell'esigenza probatoria o di sottrazione del bene
  • Comportamenti come il tentativo di fuga e lo sbarazzarsi di denaro alla vista delle forze dell'ordine possono essere valutati come elementi indiziari rilevanti della possibile provenienza illecita del denaro, soprattutto se il soggetto non fornisce spiegazioni plausibili
  • In fase iniziale delle indagini il giudice può fondare il sequestro su elementi indiziari e logici; la loro valutazione rientra nella discrezionalità del giudice e non è facilmente sindacabile in Cassazione salvo vizi di legge o motivazionali radicali
  • Il rimedio in Cassazione contro ordinanze di riesame è limitato: il ricorso è ammesso principalmente per violazione di legge e per vizi estremi della motivazione (assenza totale o grave incoerenza), non per una rivalutazione normale della prova
  • Per il soggetto sottoposto a controllo è cruciale fornire, sin da subito, spiegazioni credibili e documentate sulla provenienza di somme ingenti in contanti per ridurre il rischio di sequestro preventivo

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