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Sentenza

Sentenza del 15/06/2018 n. 15852 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'INPS ha impugnato per cassazione la sentenza della CTR della Toscana deducendo, con il primo motivo, la violazione dell'art. 112 c.p.c. e del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, poiché la CTR non aveva esaminato l'eccezione di tardività dell'opposizione alla cartella esattoriale. La cartella era stata notificata il 13 dicembre 2004, mentre l'impugnazione era stata proposta davanti al giudice del lavoro il 9 dicembre 2005. Con il secondo motivo l'INPS aveva inoltre denunciato la violazione dell'art. 2697 c.c. in relazione alla L. n. 1369 del 1960, art. 1, nonché l'omessa pronuncia su un punto decisivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, dichiarando assorbito il secondo. Ha stabilito che, anche in applicazione del principio della translatio iudicii, il giudice tributario, una volta riassunto il processo, doveva esaminare tutte le questioni già ritualmente sollevate, compresa l'eccezione di tardività dell'impugnazione della cartella. Poiché la CTR si era limitata ad affermare la validità della riassunzione senza pronunciarsi sulla tempestività del ricorso, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR della Toscana, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. La Corte non ha deciso definitivamente né sulla tardività né sull'effettiva sussistenza dell'evasione contributiva.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    Impone al giudice di pronunciarsi sulle domande e sulle eccezioni ritualmente proposte. La CTR ha omesso di esaminare l'eccezione dell'INPS relativa alla tardività dell'opposizione.

  • art. 360 c.p.c., n. 4

    Consente di ricorrere per cassazione per nullità della sentenza o del procedimento, inclusa la violazione dell'art. 112 c.p.c. e del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

  • art. 2697 c.c.

    Disciplina l'onere della prova; la relativa censura dell'INPS non è stata esaminata dalla Cassazione perché assorbita dall'accoglimento del primo motivo.

  • L. n. 1369 del 1960, art. 1

    Riguardava il divieto di intermediazione e interposizione nelle prestazioni di lavoro e costituiva il riferimento sostanziale della contestazione contributiva, ma la Cassazione non ha deciso nel merito della sua applicazione.

  • L. n. 69 del 2009, art. 59, commi 1 e 2

    Prevede la translatio iudicii quando il giudice dichiara il difetto di giurisdizione, conservando gli effetti sostanziali e processuali della domanda originaria.

  • Costituzione, art. 111

    Richiamato indirettamente dai principi sul giusto processo e sulla necessità che il giudice esamini le questioni rilevanti ritualmente sottoposte alla sua cognizione.

Massime di principio

  • La riassunzione davanti al giudice munito di giurisdizione, tramite translatio iudicii, prosegue lo stesso processo e non crea un nuovo giudizio; gli effetti della domanda originaria possono quindi conservarsi.
  • La translatio iudicii non esonera il giudice destinatario dal verificare la tempestività dell'impugnazione e le altre eccezioni processuali già sollevate.
  • Una sentenza che riconosce la validità della riassunzione ma omette di esaminare un'eccezione decisiva è affetta da violazione dell'art. 112 c.p.c. e può essere cassata con rinvio.
  • La Cassazione, in presenza di un'omissione processuale decisiva, può non esaminare le questioni di merito e rinviare la causa al giudice competente per una nuova valutazione.
  • La conservazione degli effetti processuali della domanda non elimina i termini di decadenza: il giudice deve comunque verificare se l'impugnazione originaria sia stata proposta entro il termine previsto.

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