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Sentenza

Sentenza n. 3193/2026 - Milano, Sezione 4

per l'ottemperanza della sentenza n. 935/2024 del Tribunale di Monza - Sezione Lavoro, pubblicata in data 10.12.2024.

Giustizia amministrativa202504757

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Monza - Sezione Lavoro n. 935/2024, relativa all’attribuzione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Monza - Sezione Lavoro n. 935/2024, passata in giudicato e notificata al Ministero. La sentenza aveva condannato l’Amministrazione a corrispondere alla docente, per gli anni scolastici dal 2015/16 al 2021/22, l’importo complessivo di 3.000 euro mediante assegnazione della carta elettronica prevista dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015. Poiché il Ministero non aveva inizialmente dato esecuzione al giudicato, la ricorrente ha chiesto l’ordine di conformazione, la nomina preventiva di un commissario ad acta per il caso di persistente inottemperanza e la condanna alle spese. Nel corso del giudizio il Ministero ha depositato l’ordine di pagamento e la ricorrente ha dichiarato l’avvenuto accreditamento dell’importo.

La decisione

Il TAR ha preso atto che, nelle more del giudizio, la pretesa oggetto del giudicato era stata integralmente soddisfatta mediante l’accreditamento dell’importo dovuto. Ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, non essendo più attuale l’interesse all’esecuzione coattiva del giudicato. Poiché l’adempimento è intervenuto soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, il Collegio ha applicato il criterio della soccombenza virtuale e ha posto le spese a carico del Ministero, liquidandole in 800 euro oltre IVA, CPA, spese generali nella misura del 15% e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari. È stata inoltre ordinata l’esecuzione della sentenza da parte dell’autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa azionata è integralmente soddisfatta.

  • art. 1, comma 121, legge n. 107/2015

    Prevede la carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, oggetto della condanna contenuta nel giudicato da eseguire.

  • art. 93 c.p.c.

    Consente la distrazione delle spese in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

  • art. 26 c.p.a.

    Disciplina la regolazione delle spese del giudizio amministrativo.

  • art. 39 c.p.a.

    Rende applicabili, per quanto compatibili, le disposizioni del codice di procedura civile, tra cui quelle sulla distrazione delle spese.

Massime di principio

  • Quando l’Amministrazione soddisfa integralmente, nel corso del giudizio di ottemperanza, la pretesa risultante dal giudicato, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., non essendo più attuale l’interesse all’esecuzione coattiva.
  • L’adempimento dell’Amministrazione intervenuto soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza non esclude la condanna alle spese: queste possono essere poste a carico dell’Amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenzialeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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