Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 08356/2023 del 23/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento per l’anno d’imposta 2006 con cui l’Amministrazione finanziaria recuperava maggior reddito imponibile e IVA indebitamente detratta, contestando alla società l’utilizzo di fatture passive relative a operazioni soggettivamente inesistenti, nell’ambito di una presunta frode carosello. In primo grado la pretesa veniva solo parzialmente accolta: erano recuperati costi ai fini IRES e IRAP per Euro 192.500, mentre era riconosciuto il diritto alla detrazione dell’IVA per Euro 38.500; la decisione veniva confermata in appello. L’Agenzia proponeva ricorso per cassazione con due motivi: (1) omesso esame di fatti decisivi ex art. 360, n. 5 c.p.c., in relazione allo stato soggettivo della contribuente e al suo coinvolgimento nella frode; (2) violazione di legge ex art. 360, n. 3 c.p.c., lamentando che la CTR avesse erroneamente escluso che gli elementi indiziari indicati nell’avviso, inclusa l’inoperatività della società cedente, fossero sufficienti a spostare sulla contribuente l’onere di provare la propria buona fede.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso dichiarando inammissibili entrambi i motivi. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile per effetto della "doppia conforme" ex art. 348-ter c.p.c., non essendo stata allegata dal ricorrente la diversità delle ragioni di fatto poste a base delle decisioni di primo e secondo grado. Il secondo motivo è stato giudicato inammissibile perché, sotto l’apparenza della violazione di legge, mirava in realtà a ottenere una rivalutazione del quadro istruttorio e perché contrastava con il consolidato orientamento secondo cui, nelle operazioni soggettivamente inesistenti inserite in frodi carosello, l’Amministrazione deve provare non solo la fittizietà del fornitore ma anche la consapevolezza o conoscibilità da parte del cessionario dell’evasione, con conseguente onere liberatorio a carico del contribuente solo dopo tale prova. Le spese sono state poste a carico della ricorrente secondo soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 366 c.p.c.

    La Corte richiama l’eccezione di inammissibilità per carenza dell’esposizione sommaria dei fatti e per richiesta di nuovo esame del materiale istruttorio, ma decide la censura unitamente ai singoli motivi.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    Il vizio motivazionale non è scrutinabile nel caso di doppia conforme, se il ricorrente non allega la diversità delle ragioni di fatto tra le due decisioni di merito.

  • art. 348-ter, commi 4 e 5 c.p.c.

    In presenza di doppia conforme, il motivo ex art. 360, n. 5 c.p.c. è inammissibile se non è dedotta la diversità delle ragioni di fatto poste a base delle sentenze di primo e secondo grado.

  • D.L. n. 83 del 2012, art. 54, commi 2 e 3

    La disciplina della doppia conforme e la riformulazione del n. 5 dell’art. 360 c.p.c. si applicano ai giudizi/sentenze ricadenti temporalmente nel periodo indicato dalla norma.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    Non può essere usato come schermo per chiedere una nuova valutazione dei fatti e delle prove.

  • art. 19, comma 1, d.P.R. n. 633/1972

    Richiamato nel motivo come norma sulla detrazione IVA, in relazione alla contestazione di operazioni soggettivamente inesistenti.

  • art. 54, comma 2, d.P.R. n. 633/1972

    Richiamato nel motivo come norma fiscale rilevante per il recupero IVA in presenza di operazioni inesistenti.

  • art. 109 d.P.R. n. 917/1986

    Richiamato nel motivo come norma sulla deducibilità dei costi ai fini delle imposte dirette.

  • art. 39 d.P.R. n. 600/1973

    Richiamato nel motivo come base del potere di accertamento sui redditi.

  • art. 2729 c.c.

    Richiamato per la prova presuntiva degli elementi indiziari relativi all’operazione soggettivamente inesistente.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Richiamato nel dispositivo in tema di contributo unificato aggiuntivo; la Corte rileva l’assenza dei presupposti per il versamento ulteriore in presenza di soccombenza della parte ammessa alla prenotazione a debito.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, il motivo che censura l’omesso esame di fatti decisivi è inammissibile se la sentenza impugnata e quella di primo grado sono conformi nelle ragioni di fatto e il ricorrente non deduce specificamente la loro diversità.
  • Il motivo di ricorso formalmente costruito come violazione di legge è inammissibile quando, in realtà, mira a ottenere una nuova valutazione del compendio istruttorio e degli apprezzamenti di merito.
  • In materia di fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti inserite in una frode carosello, l’Amministrazione finanziaria deve provare non solo la fittizietà del soggetto cedente, ma anche che il cessionario sapeva o avrebbe dovuto sapere, usando l’ordinaria diligenza, dell’inserimento dell’operazione in un’evasione d’imposta.
  • Solo dopo che l’Amministrazione abbia assolto tale onere probatorio, grava sul contribuente l’onere di dimostrare di avere adottato la massima diligenza esigibile da un operatore accorto per non essere coinvolto nella frode.
  • Ai fini della prova della consapevolezza o conoscibilità della frode, non sono di per sé निर्णisivi la regolarità formale della contabilità e dei pagamenti, né la mancata percezione di benefici economici dalla rivendita delle merci o dei servizi.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.