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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51467/2023 del 28/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per il tentato furto (art.110, 56, 624 e 625 c.p.) e, per Battiante, anche per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Contestano in particolare l'identificazione operata sulla base del verbale di arresto senza acquisizione dei filmati di videosorveglianza (sostengono che i video non sono stati visionati in giudizio e che vi sono discrepanze di statura e di abbigliamento), rilevano l'assenza di prove che collegassero a ciascuno di essi gli strumenti da scasso (passamontagna e cesoie) e chiedono il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art.131-bis c.p.) nonché il riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi ritenendoli manifestamente infondati. Ha ritenuto che i motivi riproducessero le stesse questioni già contestate in appello senza fornire una confutazione autonoma e specifica delle ragioni della corte territoriale (violazione dell'onere di specificità ai sensi dell'art.591 c.p.p.). La Corte ha condiviso la valutazione di merito che ha ritenuto attendibile il verbale di arresto e l'identificazione operata dagli agenti, osservando che i due imputati furono visti in flagranza, inseguiti senza mai essere persi di vista e fermati; il filmato costituiva un mero riscontro. Ha escluso l'applicabilità dell'art.131-bis c.p. perché la presenza di strumenti (passamontagna, cesoie) indicava una programmazione dell'azione e quindi non caratterizzava il fatto come di tenuità. Ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche in assenza di elementi di segno positivo (l'incensuratezza da sola non basta dopo la riforma di cui all'art.62-bis). Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a una somma alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art.110 cod. pen.

    Principio del concorso di persone nel reato: i ricorrenti sono stati imputati quale concorso nella commissione del reato di furto tentato

  • art.56 cod. pen.

    Riferimento alla punibilità per il tentativo: il fatto è stato giudicato come tentativo di furto

  • art.624 cod. pen.

    Norma che punisce il furto (nel caso, tentato), contestata ai ricorrenti

  • art.625 cod. pen.

    Aggravante o disciplina complementare relativa al furto (richiamata nel capo di imputazione)

  • art.131-bis cod. pen.

    Disciplina della non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha escluso l'applicazione ritenendo rilevante la predisposizione di mezzi per il reato (passamontagna, cesoie) e la programmazione dell'azione

  • art.133 cod. pen.

    Criteri per la valutazione della pena e della gravità del fatto; utilizzato con riferimento alla valutazione della tenuità dell'offesa ai fini dell'art.131-bis

  • art.591 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.

    Norma sull'inammissibilità del ricorso per cassazione quando il motivo è aspecifico o riproduce ragioni già esaminate e ritenute infondate dal giudice del gravame; invocata per dichiarare i ricorsi inammissibili

  • art.62-bis cod. pen. (riforma d.l. 23/05/2008 n.92, conv. Legge 24/07/2008 n.125)

    Riforma che ha inciso sui presupposti per il riconoscimento delle attenuanti (es. incensuratezza non è più di per sé sufficiente); richiamata per giustificare il diniego delle attenuanti generiche

Massime di principio

  • L'identificazione degli autori basata su un verbale di arresto redatto in flagranza, con inseguimento senza perdita di vista, può essere ritenuta pienamente idonea a fondare la condanna anche se i filmati di videosorveglianza non sono stati acquisiti in dibattimento, purché il giudice motivi adeguatamente sull'attendibilità del verbale e delle attività di polizia giudiziaria
  • La mancata acquisizione o visione di materiale probatorio (es. filmati) non determina automaticamente l'annullamento della prova: rileva la valutazione complessiva del giudice di merito e la presenza di altri elementi di riscontro
  • Per il riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis) il giudice valuta i criteri dell'art.133: la presenza di mezzi predisposti per il reato o indici di programmazione può escludere la tenuità
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se mancano elementi positivi significativi oltre l'incensuratezza; dopo la riforma dell'art.62-bis l'incensuratezza da sola non basta
  • In Cassazione i motivi che semplicemente riproducono le contestazioni già esaminate e motivate dal giudice del gravame senza confutazione specifica sono inammissibili per mancata specificità ai sensi dell'art.591 c.p.p.: il ricorrente deve confrontarsi direttamente e argomentare in modo autonomo le ragioni per cui la motivazione impugnata sarebbe errata

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