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Sentenza

Sentenza n. 10/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento del Sindaco del Comune di Monfalcone n. 16-N/C del 24 novembre 2025; - della nota del 24 novembre 2025 del dirigente dell’area tecnica del Comune di Monfalcone; - delle Linee Guida ai fini dell’autorizzazione, anche in deroga ai valori limite, per lo svolgimento di attività temporanee, quali cantieri e manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico prot. LG 48.01/SCE ed. 1 rev. 0 del 23 dicembre 2022 di Arpa Fvg; - di ogni atto presupposto, consequenziale o comunque connesso rispetto a quelli impugnati.

Giustizia amministrativa202500655

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia - Trieste, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del Sindaco del Comune di Monfalcone di autorizzazione in deroga ai limiti acustici per lavorazioni notturne di cantiere, nonché nota interlocutoria del dirigente dell'area tecnica e Linee Guida Arpa Fvg

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (impresa richiedente)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato il diniego con cui il Comune ha respinto la richiesta di autorizzazione in deroga alle immissioni acustiche per lavorazioni notturne, continuative e temporanee, finalizzate alla palificazione per la realizzazione di nuove gru a cavalletto. Il diniego era motivato dalla durata e dall'impatto delle lavorazioni, dal contrasto con le Linee Guida Arpa Fvg, dalla possibilità di eseguire le attività con modalità alternative meno impattanti, ancorché più onerose, e dall'irrilevanza delle deduzioni relative alle esigenze produttive e alla limitata incidenza acustica. La ricorrente ha dedotto: incompetenza del Sindaco, ritenendo competente il dirigente comunale; difetto di motivazione e erronea applicazione delle Linee Guida; difetto di istruttoria e contraddittorietà rispetto a una precedente autorizzazione in deroga; violazione dei principi di economicità, proporzionalità e leale collaborazione per non avere l'amministrazione valutato la disponibilità a riorganizzare le lavorazioni secondo modalità meno impattanti; in via subordinata, illegittimità delle Linee Guida qualora interpretate come introduttive di un divieto di deroga non previsto dalla legge. È stata inoltre impugnata la nota del dirigente comunale con cui era stato comunicato che eventuali modalità lavorative diverse da quelle indicate nell'istanza avrebbero richiesto una nuova domanda di autorizzazione.

La decisione

Il TAR ha estromesso dal giudizio il Sindaco, il dirigente comunale e la Polizia Municipale, ritenendoli privi di legittimazione passiva, poiché gli atti sono imputabili al Comune nel suo complesso. Ha estromesso anche la società Fincantieri S.p.A., non destinataria del provvedimento e non parte del procedimento amministrativo. Ha dichiarato inammissibile, per carenza d'interesse, l'impugnazione della nota dirigenziale, qualificata come atto interlocutorio privo di contenuto provvedimentale e non lesivo. Ha invece accolto il ricorso contro il diniego sindacale, ritenendo fondato il motivo di incompetenza. L'autorizzazione in deroga ai limiti acustici per attività temporanee rumorose rientra nella competenza comunale secondo le regole interne di riparto delle funzioni; trattandosi di un provvedimento gestionale, la competenza spetta al dirigente ai sensi dell'art. 107, comma 5, del d.lgs. 267/2000. Il Sindaco conserva i poteri di ordinanza contingibile e urgente, non ricorrenti nella fattispecie. L'art. 107, comma 5, ha implicitamente superato la previsione regolamentare precedente che attribuiva al Sindaco la relativa competenza. La normativa regionale e lo Statuto comunale confermano la separazione tra indirizzo politico e gestione e riservano ai dirigenti i provvedimenti autorizzatori. Il vizio di incompetenza ha assorbito le ulteriori censure, compresa quella relativa alle Linee Guida Arpa Fvg. Il diniego è stato quindi annullato. Le spese sono state compensate per l'assenza di precedenti specifici sulla questione.

Norme richiamate

  • art. 6 l. 447/1995

    Attribuisce al Comune la competenza al rilascio delle autorizzazioni in deroga ai limiti acustici per attività temporanee rumorose, secondo le regole interne di riparto delle funzioni.

  • art. 107, comma 5, d.lgs. 267/2000

    a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente testo unico, le disposizioni che conferiscono agli organi di cui al capo I titolo III l'adozione di atti di gestione e di atti o provvedimenti amministrativi, si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti, salvo quanto previsto dall'articolo 50, comma 3, e dall'articolo 54

    La competenza al rilascio o al diniego dell'autorizzazione in deroga è gestionale e spetta al dirigente, non al Sindaco, salvo l'esercizio dei poteri contingibili e urgenti.

  • art. 9 d.P.C.M. 14 novembre 1997

    Con effetto dall’entrata in vigore del presente decreto sono aboliti i commi 1 e 3 dell’art. 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991

    La disposizione non ha abrogato espressamente la previsione del d.P.C.M. 1° marzo 1991 relativa alla competenza sindacale, ma tale previsione è stata implicitamente superata dall'art. 107, comma 5, del d.lgs. 267/2000 nella parte concernente la competenza del Sindaco.

  • art. 20, comma 6, l.r. 16/2007

    Conferma, secondo la sentenza, il principio di separazione tra funzione di indirizzo politico e funzione gestionale, coerentemente con l'attribuzione ai dirigenti dei provvedimenti autorizzatori.

  • art. 44, comma 1, Statuto del Comune di Monfalcone

    l’assetto organizzativo del Comune è volto […] ad assicurare la separazione tra la funzione di indirizzo e controllo attribuita agli Organi di governo dell’Ente e quella gestionale assegnata ai Dirigenti

    Ribadisce la separazione statutaria tra indirizzo e controllo politico, spettanti agli organi di governo, e gestione amministrativa, spettante ai dirigenti.

  • art. 48, comma 3, lett. e), Statuto del Comune di Monfalcone

    tutti i provvedimenti di autorizzazione

    Riserva espressamente ai dirigenti i provvedimenti autorizzatori, mentre al Sindaco restano i poteri residuali di natura politica, di indirizzo o straordinaria.

  • art. 60 c.p.a.

    La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, previo avviso alle parti nella camera di consiglio.

Massime di principio

  • L'autorizzazione comunale in deroga ai limiti acustici per attività temporanee rumorose, prevista dall'art. 6 della l. 447/1995, costituisce un provvedimento di gestione amministrativa e, in applicazione dell'art. 107, comma 5, del d.lgs. 267/2000, deve essere adottata dal dirigente competente, non dal Sindaco.
  • Il Sindaco non è competente a decidere sull'autorizzazione in deroga ai limiti acustici per attività temporanee quando non ricorrono i presupposti per l'esercizio di poteri contingibili e urgenti; la mera natura potenzialmente impattante dell'attività non trasforma il potere autorizzatorio ordinario in potere extra ordinem.
  • Una disposizione regolamentare o previgente che attribuisca al Sindaco la competenza su un atto gestionale deve ritenersi implicitamente superata, nella parte incompatibile, dall'art. 107, comma 5, del d.lgs. 267/2000 e dal principio di separazione tra indirizzo politico e gestione.
  • La nota con cui l'amministrazione comunica, in via interlocutoria, che modalità lavorative diverse da quelle oggetto dell'istanza dovranno essere sottoposte a una nuova domanda non è autonomamente impugnabile se priva di contenuto provvedimentale e di concreta lesività.
  • Quando il provvedimento impugnato è annullato per incompetenza dell'organo emanante, il vizio può assorbire le ulteriori censure sostanziali e procedimentali rivolte contro il contenuto dell'atto.

Come è indicizzato

MaterieInquinamento ed emissioniRegolamenti e atti amministrativi generaliResponsabile del procedimento e competenzaInvalidità del provvedimento
RamiAmbienteEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativo
IstitutiIncompetenzaPrincipio di legalità e tipicitàLegittimazione e interesse a ricorrereRiparto di giurisdizione

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