Cassazione Penale, Sentenza n. 6545/2025 del 17/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell\'ordinanza che ha respinto l\'opposizione alla confisca di somme di denaro ritenute provento di reato e ha negato la restituzione. Il ricorrente contestava che la confisca non poteva fondarsi sulla sola indicazione delle "altre cose" nella sentenza di condanna, essendo egli stato condannato per mera detenzione di stupefacente (art. 73 DPR 309/90) e non per cessione: quindi il denaro poteva essere confiscato solo se ricorrevano le condizioni previste dall\'art. 240-bis c.p., richiamato dall\'art. 85 (o 85-bis) del DPR 309/90, e doveva essere accertato il nesso di pertinenzialità tra il denaro e l\'illecito.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l\'ordinanza impugnata rimettendo la causa al Giudice per le indagini preliminari di Palmi per nuovo esame. La Corte ha censurato la mancanza di motivazione sull\'applicabilità della confisca al denaro e ha disposto che il giudice dell\'esecuzione valuti esplicitamente le condizioni previste dall\'art. 85 (85-bis) del DPR 309/90 e dall\'art. 240-bis c.p., accertando l\'eventuale nesso di pertinenzialità, visto che la condanna riguarda la sola detenzione e non la cessione.
Norme richiamate
art. 667, comma 4, cod. proc. pen.
Norma procedurale che disciplina l\'opposizione all\'esecuzione dei provvedimenti di confisca; utilizzata come titolo per l\'opposizione proposta dal ricorrente.
art. 240-bis cod. pen.
Prevede le condizioni per la confisca per equivalente e altre misure cautelari patrimoniali applicabili quando sussiste rapporto di pertinenzialità o quando il profitto del reato non è più individuabile; la Corte afferma che tale norma è requisito necessario per confiscare denaro rinvenuto in caso di mera detenzione di stupefacenti.
art. 240 cod. pen.
Regola la confisca per i reati in generale; la Corte osserva che, nel caso di semplice detenzione di stupefacenti, l\'art. 240 non consente di confiscare il denaro senza il necessario nesso di pertinenzialità.
art. 85 d.P.R. 309/90 (e art. 85-bis citato)
Disposizione del Testo Unico stupefacenti che rinvia, per talune ipotesi, alle disposizioni del codice penale (tra cui l\'art. 240-bis); la Corte richiama l\'obbligo di applicare questo rinvio e di motivare l\'esistenza dei presupposti per la confisca del denaro.
art. 73 d.P.R. 309/90 (e comma 7-bis)
Definisce i reati relativi a sostanze stupefacenti; la Corte distingue tra la mera detenzione (art. 73) e la cessione/spaccio, sottolineando che le misure particolari di confisca previste per la cessione non si applicano automaticamente alla mera detenzione senza prova del nesso con il denaro.
Massime di principio
- Se la condanna riguarda la sola detenzione di stupefacenti, la confisca del denaro rinvenuto può essere disposta solo previa verifica e motivazione dei presupposti dell\'art. 240-bis c.p. (mediante il rinvio previsto dall\'art. 85/85-bis del DPR 309/90).
- Non è sufficiente il richiamo generico nelle motivazioni della sentenza a "altre cose" confiscate: il giudice deve esplicitamente accertare e motivare il nesso di pertinenzialità tra le somme e l\'illecito quando non si tratta di provento evidente di spaccio.
- In assenza di specifica prova del legame tra denaro e attività di spaccio, il denaro non può essere confiscato sulla sola base della condanna per detenzione e la richiesta di restituzione può trovare accoglimento.
- I giudici dell\'esecuzione devono esaminare dettagliatamente le richieste difensive e le condizioni normative per la confisca, fornendo motivazione puntuale; l\'omessa o generica motivazione può comportare l\'annullamento e il rinvio.
- Per evitare il rischio di annullamento, la parte pubblica o il giudice che dispone la confisca dovrebbero documentare e motivare la rilevanza probatoria del denaro rispetto all\'illecito di spaccio (es. - indizi di commercializzazione, quantità compatibile con attività di spaccio, strumenti correlati).
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