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Sentenza

Sentenza n. 1595/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202400123

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: atto comunale che aveva dichiarato inefficace la segnalazione certificata di agibilità del villaggio turistico e disposto il divieto immediato di prosecuzione dell’attività alberghiera

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente aveva impugnato l’atto del responsabile dell’ufficio tecnico comunale che, richiamando gli artt. 19 e 21-nonies della l. 241/1990, aveva dichiarato l’inefficacia della segnalazione certificata di agibilità relativa al villaggio turistico e disposto il divieto di prosecuzione dell’attività alberghiera. Erano stati impugnati anche la comunicazione di avvio del procedimento e gli ulteriori atti connessi, con richiesta di adozione delle misure consequenziali ai sensi dell’art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a. Prima della decisione, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso, chiedendone la declaratoria di improcedibilità e la compensazione delle spese. Il Comune e una controinteressata hanno aderito alla dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, opponendosi soltanto alla compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione espressa della ricorrente. Il Collegio ha ritenuto che, quando la parte dichiara di non avere più interesse alla decisione, il giudice non possa esaminare il merito, procedere d’ufficio o sostituirsi alla valutazione dell’interesse ad agire, poiché la parte mantiene la disponibilità dell’azione fino a quando la causa è trattenuta in decisione. Le spese sono state compensate tra tutte le parti in ragione della complessa evoluzione delle vicende amministrative ed edilizie concernenti il compendio turistico e dei precedenti giudizi definiti dal medesimo Tribunale.

Norme richiamate

  • art. 19 l. 241/1990

    La disposizione era stata richiamata dall’amministrazione nell’atto impugnato in relazione alla segnalazione certificata di agibilità; la sentenza non ne esamina il merito.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    La disposizione era stata richiamata dall’amministrazione nell’atto impugnato; la sentenza non ne esamina l’applicazione sostanziale.

  • art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La domanda di adozione delle misure idonee a tutelare la situazione giuridica dedotta non è stata esaminata nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse, dichiarata dalla parte ricorrente, comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la parte ricorrente conserva la disponibilità dell’azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare espressamente di non avere più interesse alla decisione.
  • Quando la parte ricorrente dichiara espressamente la sopravvenuta carenza di interesse e non vi sono repliche o domande contrarie idonee a giustificare la prosecuzione, il giudice deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare l’improcedibilità del ricorso, senza esaminare il merito né sostituirsi alla valutazione dell’interesse ad agire.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse è pronunciata ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.; la regolazione delle spese può essere effettuata mediante compensazione quando la complessità e l’evoluzione delle vicende amministrative sottostanti lo giustifichino.

Come è indicizzato

MaterieSCIA e liberalizzazioniAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrereAutotutela decisoria

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