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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9467/2022 del 21/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Napoli del 02/07/2020 che confermava la condanna per duplice omicidio volontario (aggravato da premeditazione, motivi abietti e futili e metodo di stampo camorristico), detenzione e porto di arma e estorsione; il ricorso in Cassazione deduce: (i) violazione dell'art.108 c.p.p. e nullità per mancanza di termine a difesa in conseguenza della sostituzione dell'avvocato (sostituzione effettuata pochi giorni prima dell'udienza, richiesta di rinvio rigettata); (ii) vizio di qualificazione del concorso di persone, sostenendo che si sarebbe trattato di concorso anomalo ex art.116 c.p. e non di concorso pieno ex art.110 c.p.; (iii) errata applicazione delle aggravanti (premeditazione, motivi abietti e futili, metodo mafioso ex art.7 legge 203/1991) e mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso in tutte le sue parti. Sulla prima questione ha ritenuto corretto il rigetto della richiesta di termine a difesa perché, ai sensi dell'art.108 c.p.p., il termine può essere richiesto dal nuovo difensore e non dall'imputato; il nuovo difensore non formulò una istanza valida nei termini previsti. Sulla qualificazione del concorso ha ritenuto infondata la censura: la motivazione di merito ha mostrato che il D'Atri, pur non essendo l'esecutore materiale, ha condiviso o assecondato il rischio omicidiario (dolo eventuale), avendo organizzato l'incontro, spostato il luogo in area appartata e partecipato alla predisposizione/fornitura dell'arma, giustificando quindi l'applicazione dell'art.110 c.p. e non dell'art.116 c.p. Quanto alle aggravanti, la Corte ha dichiarato inammissibili o infondati i rilievi: i giudici di merito hanno motivato in maniera congrua la sussistenza dei motivi futili (debito di gioco come causa sproporzionata), della premeditazione (pianificazione, acquisizione mezzi, scelta del luogo e persistenza del proposito) e del metodo mafioso (uso delle condizioni previste dall'art.416-bis e funzionalità al controllo del territorio), nonché il diniego delle attenuanti generiche motivato dalla personalità e dai precedenti dell'imputato e dalla gravità del fatto. Conseguentemente, il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 108 cod. proc. pen.

    "nei casi di rinuncia, di revoca, di incompatibilità, e nel caso di abbandono, il nuovo difensore dell'imputato o quello designato di ufficio che ne fa richiesta ha diritto a un termine congruo, non inferiore a sette giorni, per prendere cognizione degli atti e per informarsi sui fatti oggetto del procedimento"

    Il termine per la difesa può essere chiesto solo dal nuovo difensore (o d'ufficio) e non dall'imputato; l'assenza di una richiesta formale del difensore rende legittimo il prosieguo senza sospensione

  • art. 110 cod. pen.

    Fondamento del concorso di persone pieno: chi concorre materialmente o moralmente con dolo (anche eventuale) è responsabile del reato commesso da un altro; applicata poiché il ricorrente ha assecondato o rafforzato la volontà criminale dell'esecutore

  • art. 116 cod. pen.

    Concorso anomalo configurabile solo se l'evento diverso non è stato voluto neppure sotto il profilo del dolo eventuale; non applicabile perché il giudice ha ritenuto che il compartecipe aveva considerato possibile la conseguenza omicida o l'ha rafforzata

  • art. 577 cod. pen. (nn. 3 e 4)

    Riferimento alle aggravanti previste per omicidio: n.3 (premeditazione) e n.4 (motivi abietti e futili); applicate in presenza di pianificazione, persistenza del proposito e di motivazioni di estrema sproporzione rispetto al fatto commesso

  • art. 61, n. 1 cod. pen.

    Citato in relazione all'esame delle circostanze attenuanti/aggiranti (riferimento generale ai criteri di determinazione della pena); usato come cornice per valutare le attenuanti generiche

  • art. 7 legge 203/1991

    "la circostanza sussiste qualora il responsabile di un delitto si avvalga per commetterlo 'delle condizioni previste dall'articolo 416-bis del codice penale' ovvero lo commetta 'al fine di agevolare l'attività delle associazioni' mafiose"

    L'aggravante del "metodo mafioso" richiede che il fatto sia commesso avvalendosi delle condizioni di cui all'art.416-bis o con finalità di agevolazione dell'attività mafiosa; nel caso è stata ritenuta sussistente per la modalità e la funzione del delitto nel contesto territoriale

  • art. 416-bis cod. pen. (richiamato)

    Definisce le caratteristiche delle associazioni di tipo mafioso; le condizioni (omertà, assoggettamento, controllo del territorio) sono state ritenute presenti e utilizzate nell'aggressione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso: la parte privata ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese

  • art. 606, comma 1, cod. proc. pen.

    Elenca i motivi di ricorso per cassazione (tra cui inosservanza di norme processuali e carenza/mancanza di motivazione); utilizzato per inquadrare le censure mosse dal ricorrente

  • art. 192, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma sulla decisione sulla qualificazione giuridica dei fatti e sulla motivazione del giudice; richiamata nella censura relativa alla qualificazione del concorso e alla motivazione

Massime di principio

  • La richiesta del termine per prendere conoscenza degli atti dopo sostituzione del difensore deve essere formulata dal nuovo difensore (o d'ufficio); una domanda avanzata solo dall'imputato è insufficiente a sospendere il giudizio.
  • La distinzione tra concorso pieno (art.110) e concorso anomalo (art.116) dipende dalla prevedibilità/accettazione dell'evento diverso: se il compartecipe ha almeno il dolo eventuale (ha condiviso o rafforzato il rischio dell'evento), va applicato il concorso pieno.
  • L'accertamento della premeditazione richiede elementi fattuali quali pianificazione, acquisizione di mezzi, scelta del luogo e persistenza del proposito; la mera presenza di mezzi e luoghi può contribuire alla prova ma la valutazione rimane di merito e non sindacabile in Cassazione se ben motivata.
  • L'aggravante del "metodo mafioso" si applica quando il reato sfrutta condizioni tipiche delle organizzazioni mafiose (omertà, assoggettamento, controllo territoriale) o è funzionale alla loro attività; va adeguatamente motivata in relazione al contesto.
  • Le censure che chiedono una rivalutazione ex novo delle prove o della valutazione della attendibilità delle dichiarazioni dei testi sono inammissibili in Cassazione: la Corte di legittimità verifica errori di diritto o carenze logiche nella motivazione, non riconsidera i fatti se la motivazione è congrua.
  • La negazione delle attenuanti generiche può essere motivata anche con un solo elemento rilevante della personalità dell'imputato (precedenti, ruolo criminale, modalità del fatto); ciò è compatibile con la giurisprudenza di legittimità.
  • Per impugnare efficacemente in Cassazione l'applicazione di aggravanti occorre dimostrare un vizio di diritto o una manifesta illogicità della motivazione e non limitarsi a contestazioni generiche o a richieste di diversa valutazione del fatto.

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