Sentenza n. 5011/2026 - Napoli, Sezione 3
per l’annullamento previa sospensione dell'efficacia ed adozione di misure cautelari monocratiche, “della Nota a firma del Dirigente dell’Area Sviluppo Economico e Turismo - Servizi Servizio SUAP del Comune di Napoli del 21/7/25, recante dichiarazione di inefficacia di SCIA amministrativa prot.n. 655079/18/07/2025 per attività di ristorazione per eventi e banqueting sita in Via Scipione Capece n.4/6 e contestuale sospensione ad horas del relativo esercizio, uno agli atti preordinati connessi e conseguenziali”
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: nota comunale recante dichiarazione di inefficacia della SCIA per attività di ristorazione per eventi e banqueting e contestuale sospensione immediata dell'esercizio
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato la nota del Comune di Napoli del 21 luglio 2025, con cui era stata dichiarata l'inefficacia della SCIA amministrativa presentata per l'esercizio di un'attività di ristorazione per eventi e banqueting e ne era stata disposta la sospensione ad horas. In sede cautelare il TAR aveva inizialmente sospeso l'efficacia dell'atto, ma il Consiglio di Stato aveva successivamente riformato l'ordinanza cautelare e respinto l'istanza di sospensione. Nelle more del giudizio di merito, la ricorrente ha dichiarato di avere perso ogni interesse alla decisione, poiché l'attività oggetto della controversia era cessata e dalla definizione del ricorso non sarebbe derivata alcuna utilità. Gli intervenienti ad opponendum hanno manifestato interesse alla decisione nel merito, contestando la definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse; il Comune non si è opposto alla declaratoria, subordinatamente all'assenza di oneri di spesa a suo carico.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha ritenuto che, fino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione, il ricorrente disponga dell'azione e possa dichiarare di non avere più interesse alla decisione. In applicazione del principio dispositivo, tale dichiarazione impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità, quando risulti effettiva l'assenza di una residua utilità derivante dalla decisione. L'interesse contrario degli intervenienti ad opponendum non impedisce la declaratoria, poiché essi non dispongono di un autonomo diritto alla definizione del giudizio nel merito. Le spese sono state integralmente compensate per ragioni di equità, mentre il contributo unificato è stato posto definitivamente a carico della ricorrente.
Massime di principio
- Fino a quando la causa non è trattenuta in decisione, il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione e può dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
- Quando il ricorrente dichiara, in modo ritualmente acquisito al processo, di non avere più alcun interesse concreto alla decisione e non residua alcuna utilità conseguibile dalla pronuncia, il giudice amministrativo deve dichiarare il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, in applicazione del principio dispositivo.
- L'interesse contrario dell'interveniente ad opponendum non impedisce la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse del ricorrente, poiché l'interveniente non è titolare di un autonomo diritto alla definizione del giudizio nel merito.
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