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Sentenza

Sentenza n. 1037/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 1132/2024 del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, pubblicata in data 24 ottobre 2024, avente ad oggetto la cd. carta elettronica del docente.

Giustizia amministrativa202501043

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, n. 1132/2024, passata in giudicato, con la quale era stato accertato il suo diritto a ottenere la carta elettronica del docente per quattro anni scolastici, nella misura di 500 euro annui, e il Ministero era stato condannato a metterla a sua disposizione, o a fornire altro strumento equipollente. Il ricorrente ha dedotto che, nonostante la notificazione della sentenza in forma esecutiva il 13 novembre 2024, il decorso del termine di 120 giorni previsto per l'esecuzione delle obbligazioni pecuniarie delle amministrazioni e l'inerzia ministeriale, il Ministero non aveva rilasciato la carta né accreditato le somme dovute. Ha quindi chiesto la condanna dell'Amministrazione all'esecuzione entro sessanta giorni e, in caso di ulteriore inadempimento, la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato di avere dato integrale esecuzione alla sentenza azionata, accreditando l'importo dovuto il 4 dicembre 2025. Il TAR ha quindi dichiarato la sopravvenuta cessazione della materia del contendere, poiché l'Amministrazione aveva soddisfatto integralmente la pretesa esecutiva. Le spese sono state poste a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza virtuale e causale, in quanto l'adempimento è intervenuto solo dopo la notificazione e il deposito del ricorso per ottemperanza. Le spese sono state liquidate in 800 euro, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato se versato, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

Norme richiamate

  • artt. 112 e ss. c.p.a.

    Fondano il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione del giudicato e degli altri provvedimenti giurisdizionali esecutivi.

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, nell'ambito del quale il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere per l'integrale esecuzione intervenuta durante il processo.

  • art. 327 c.p.c.

    È richiamato con riguardo al termine per impugnare la sentenza del giudice ordinario, decorso il quale, in assenza di appello, la sentenza è passata in giudicato.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito in l. 30/1997

    Prevede il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo entro il quale le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici completano le procedure per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali esecutivi comportanti il pagamento di somme.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale esecuzione del provvedimento giurisdizionale da parte dell'amministrazione durante il processo determina la sopravvenuta cessazione della materia del contendere.
  • Quando l'amministrazione adempie alla pretesa esecutiva solo dopo la notificazione e il deposito del ricorso per ottemperanza, la cessazione della materia del contendere non esclude la condanna dell'amministrazione alle spese, che seguono la soccombenza sotto il profilo causale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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