Sentenza n. 4516/2026 - Roma, Sezione 1
per l'annullamento - del decreto emesso dalla Prefettura di Roma di reiezione della richiesta di misure di accoglienza n. prot. -OMISSIS- del 21 agosto 2025;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della Prefettura di Roma di concessione delle misure di accoglienza
Esito
Favorevole al ricorrente (richiedente accoglienza)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, cittadino senegalese, dopo avere formalizzato domanda di protezione internazionale e manifestato la volontà di chiedere le misure di accoglienza previste dal d.lgs. n. 142/2015, rappresentando di essere privo di mezzi di sussistenza, ha impugnato il diniego prefettizio. Nel corso del giudizio, dopo il rigetto iniziale della domanda cautelare da parte del TAR e la successiva riforma dell’ordinanza cautelare da parte del Consiglio di Stato, la Prefettura ha comunicato di avere disposto l’accoglienza del ricorrente presso un centro di accoglienza straordinaria. Il ricorrente ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, formulando altresì una domanda risarcitoria per il disagio esistenziale asseritamente subito e per la mancata percezione delle utilità derivanti dall’accoglienza.
La decisione
Il TAR ha dichiarato, in parte, la cessazione della materia del contendere, rilevando che la sopravvenuta ammissione del ricorrente all’accoglienza aveva comportato il pieno conseguimento del bene della vita perseguito con il ricorso. Ha invece rigettato la domanda di risarcimento del danno, poiché formulata in termini generici e priva di adeguato supporto probatorio. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi. È stata confermata l’ammissione del ricorrente al patrocinio a spese dello Stato, con liquidazione degli importi demandata a separato decreto.
Norme richiamate
d.lgs. 18 agosto 2015, n. 142
La domanda di accoglienza è ricondotta dal ricorrente alla disciplina delle misure di accoglienza per richiedenti protezione internazionale; il testo non espone ulteriori statuizioni interpretative specifiche.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196
Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione adotta un provvedimento o pone in essere una condotta che attribuisce integralmente al ricorrente il bene della vita richiesto, viene meno l’interesse alla decisione demolitoria e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
- La domanda risarcitoria proposta nel giudizio amministrativo deve indicare in modo specifico il danno allegato e deve essere sostenuta da adeguati elementi probatori; una richiesta fondata genericamente su disagio esistenziale e mancata fruizione di utilità non può essere accolta in assenza di prova.
- La sopravvenuta soddisfazione della pretesa principale non comporta automaticamente il riconoscimento del risarcimento del danno, che resta soggetto all’accertamento dei relativi presupposti e all’onere di allegazione e prova.
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