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Ordinanza

Ordinanza n. 600/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202200385

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Revoca della convenzione, sospensione dell'attività sanitaria e revoca dell'accreditamento istituzionale della struttura di riabilitazione

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L'associazione ha impugnato la delibera dell'ASP di Palermo del 17 dicembre 2021, con cui erano state revocate la convenzione e, parzialmente, precedenti deliberazioni relative al rinnovo della convenzione e all'ampliamento delle prestazioni, nonché la delibera di sospensione dell'attività sanitaria del 31 dicembre 2021 e il provvedimento dell'Assessorato regionale della Salute del 18 gennaio 2022 di revoca dell'accreditamento istituzionale, insieme agli atti presupposti, connessi e consequenziali. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificamente esposti i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Dopo il passaggio in decisione, il Collegio ha rilevato d'ufficio possibili profili di inammissibilità, poiché il ricorso sarebbe stato proposto dal legale rappresentante dell'associazione dopo l'insediamento di un amministratore giudiziario nominato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese. Il Collegio ha inoltre rilevato una possibile sopravvenuta improcedibilità, in ragione della stipula di un contratto di affitto e del successivo accreditamento e convenzionamento in favore di altro soggetto.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito del ricorso. Ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., ha sottoposto alle parti le questioni rilevate d'ufficio, assegnando loro quindici giorni dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza per depositare memorie. Le questioni riguardano, da un lato, la legittimazione o il potere rappresentativo del soggetto che ha proposto il ricorso dopo la nomina dell'amministratore giudiziario e, dall'altro, la permanenza dell'interesse alla decisione alla luce delle sopravvenienze consistenti nel contratto di affitto, nell'accreditamento e nel convenzionamento della struttura in favore di altro soggetto. Ogni decisione sull'ammissibilità, sulla procedibilità e sul merito è stata quindi rinviata all'esito del contraddittorio scritto.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Consente al giudice, prima della decisione, di porre a fondamento della pronuncia una questione rilevata d'ufficio, assegnando alle parti un termine per il deposito di memorie sul punto.

Massime di principio

  • Quando, dopo il passaggio in decisione, il giudice amministrativo rileva d'ufficio una questione potenzialmente decisiva non previamente sottoposta al contraddittorio, deve assegnare alle parti un termine per presentare memorie ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., prima di definire il giudizio.
  • La proposizione di un ricorso da parte del legale rappresentante di un ente sottoposto ad amministrazione giudiziaria, dopo l'insediamento dell'amministratore giudiziario, può porre una questione di inammissibilità relativa al potere di rappresentanza processuale, da esaminare nel contraddittorio delle parti.
  • La sopravvenuta stipula di un contratto di affitto e il rilascio dell'accreditamento e del convenzionamento a favore di altro soggetto possono incidere sulla permanenza dell'interesse alla decisione dell'impugnazione proposta dalla precedente struttura accreditata e convenzionata, imponendo una verifica della procedibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereSopravvenuta carenza di interesse

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