Ordinanza n. 2212/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Campania, Sez. II, che aveva respinto la domanda cautelare contro l’ordinanza comunale di demolizione di opere edilizie abusive
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’appellante ha impugnato l’ordinanza cautelare del TAR Campania che aveva negato la sospensione dell’efficacia dell’ordinanza comunale di demolizione. Dal testo emergono contestazioni relative alla realizzazione di interventi abusivi rispetto alla preesistenza assentita, comprese opere esterne descritte nell’atto impugnato, nonché alla rilevanza di una successiva istanza di accertamento di conformità. In sede cautelare sono state inoltre prospettate esigenze connesse all’esecuzione dell’ordinanza di demolizione.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare per carenza del fumus boni iuris. Ha rilevato, in particolare, che risultavano eseguiti interventi abusivi rispetto alla preesistenza assentita, comprese le opere esterne contestate; che, a fronte delle contestazioni comunali, non era stata dimostrata la rilevanza della successiva istanza di accertamento di conformità; che il termine per eseguire l’ordinanza di demolizione era ampiamente decorso e gli eventuali effetti già verificatisi avrebbero potuto essere ripristinati in caso di esito favorevole del ricorso; e che non era stata prospettata l’imminenza di una demolizione d’ufficio, con conseguente assenza anche di una specifica urgenza cautelare. Le spese della fase d’appello sono state compensate.
Norme richiamate
art. 62 c.p.a.
Disciplina l’appello cautelare avverso le ordinanze cautelari del giudice di primo grado.
art. 31 d.P.R. 380/2001
Richiamato in relazione all’ordinanza di demolizione e agli abusi edilizi contestati; il testo non espone una specifica interpretazione della disposizione.
Massime di principio
- In sede di appello cautelare, la sospensione di un’ordinanza di demolizione richiede la sussistenza del fumus boni iuris, che può essere negato quando risultino interventi abusivi rispetto alla preesistenza assentita e il ricorrente non superi le contestazioni dell’amministrazione.
- La successiva presentazione di un’istanza di accertamento di conformità non è di per sé sufficiente a fondare il fumus cautelare, quando il ricorrente non dimostri la sua concreta rilevanza rispetto agli abusi contestati.
- Il decorso del termine per eseguire un’ordinanza di demolizione non determina necessariamente l’irreversibilità degli effetti, se questi possono essere ripristinati in caso di esito favorevole del giudizio di merito.
- L’urgenza cautelare non è dimostrata dalla sola adozione di un’ordinanza di demolizione quando non sia prospettata l’imminenza di una demolizione d’ufficio.
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