Cassazione Civile, Ordinanza n. 14401/2024 del 23/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente locale)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento IMU per euro 3.402,00 relativo all'anno 2014, notificato dal Comune e fondato sul presupposto che, alla morte del padre del contribuente, si fosse consolidata in capo al figlio la proprietà del 50% di un immobile del quale egli già godeva per il restante 50% in usufrutto. Il contribuente aveva impugnato l'atto sostenendo di aver rinunciato all'eredità del padre e di non essere legittimato passivo anche per effetto di un atto di donazione dell'immobile. In cassazione ha dedotto, con il primo motivo, omesso esame di fatti storici decisivi e violazione di norme sull'IMU; con il secondo motivo, motivazione insufficiente/apodittica, violazione dell'art. 36 del d.lgs. 546/1992 e omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c. sul punto della rinuncia e del precedente favorevole. In corso di giudizio ha poi depositato memoria chiedendo la cessazione della materia del contendere, rappresentando di aver rateizzato e integralmente pagato il debito oggetto di causa.
La decisione
La Corte ha preso atto del pagamento integrale del debito tributario e della conseguente richiesta di cessazione della materia del contendere. Ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese sono state integralmente compensate in ragione del comportamento processuale che ha determinato l'esito della lite. È stato inoltre escluso l'ulteriore versamento del contributo unificato, poiché la definizione è dipesa da una causa estintiva del giudizio.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.
È richiamato come parametro del motivo di ricorso per dedotta violazione o falsa applicazione di legge.
art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.
È richiamato come parametro del motivo di ricorso per omesso esame di fatti storici decisivi.
art. 13, comma 2, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201
È invocato dal ricorrente come norma asseritamente violata in materia di IMU.
art. 1, comma 740, l. 27 dicembre 2019, n. 160
È invocato dal ricorrente come norma asseritamente violata in materia di IMU.
art. 36 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
È richiamato in relazione alla pretesa insufficienza della motivazione della sentenza tributaria.
art. 112 c.p.c.
È richiamato per dedotta omessa pronuncia sul punto della rilevanza della rinuncia all'eredità e del precedente favorevole al contribuente.
art. 380 bis.1 c.p.c.
È il contenitore processuale della memoria con cui il ricorrente ha chiesto la cessazione della materia del contendere.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
È richiamato per escludere l'ulteriore contributo unificato in presenza di causa estintiva del giudizio.
art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012
È richiamato quale norma di inserimento del comma 1-quater dell'art. 13 del d.P.R. n. 115 del 2002.
Massime di principio
- La sopravvenuta definizione integrale della pretesa tributaria oggetto di giudizio può determinare la cessazione della materia del contendere e, conseguentemente, l'estinzione del processo di cassazione.
- Quando il giudizio si estingue per una causa sopravvenuta che chiude la lite, le spese possono essere compensate integralmente in ragione del comportamento processuale che ha determinato l'esito.
- In presenza di causa estintiva del giudizio, non ricorrono i presupposti per l'ulteriore versamento del contributo unificato previsto per il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione.
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