Sentenza n. 120/2026 - Potenza, Sezione 1
Ricorso ex artt. 112-115 Cod. Proc. Amm., per l’esecuzione del giudicato, formatosi sulla Sentenza della Sezione Lavoro del Tribunale di Potenza n. 474 del 4.7.2024;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Potenza che aveva riconosciuto il beneficio della Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza della Sezione Lavoro del Tribunale di Potenza n. 474 del 4 luglio 2024, con la quale il Ministero era stato condannato a corrisponderle complessivi 1.000 euro, pari a 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, quale beneficio annuale della Carta elettronica del docente ex art. 1, comma 121, l. n. 107/2015, oltre alle spese processuali. Il ricorso, notificato e depositato il 12 dicembre 2025, chiedeva il pagamento delle somme e, in caso di incapienza del pertinente capitolo di bilancio, l’emissione di uno speciale ordine di pagamento ai sensi dell’art. 14, comma 2, d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Il Ministero si è costituito chiedendo la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse o, in alternativa, la cessazione della materia del contendere, deducendo di avere pagato il credito il 23 dicembre 2025. In camera di consiglio la difesa della ricorrente ha riconosciuto l’avvenuta estinzione del credito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che la pretesa azionata in ottemperanza era stata integralmente soddisfatta dal pagamento dei 1.000 euro dovuti. Non è stata quindi adottata alcuna ulteriore misura esecutiva. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio di ottemperanza, liquidate complessivamente in 800 euro, oltre rimborso forfettario, IVA, CPA e rimborso del contributo unificato, tenendo conto del comportamento di ravvedimento operoso dell’Amministrazione.
Norme richiamate
artt. 112-115 c.p.a.
Disciplinano il giudizio di ottemperanza per l’esecuzione del giudicato e dei provvedimenti esecutivi.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando la pretesa azionata è stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
Prevede il beneficio economico annuale destinato all’aggiornamento e alla formazione continua dei docenti, riconosciuto nel caso concreto per due annualità.
art. 14, comma 2, d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
Prevede, in caso di incapienza del capitolo di bilancio, lo speciale ordine di pagamento da regolare in conto sospeso.
clausola 4, punto 1, dell’Allegato alla direttiva 1999/70/CE
È stata richiamata quale fondamento del principio di parità di trattamento tra docenti a tempo determinato e docenti a tempo indeterminato quanto al beneficio della Carta elettronica del docente.
art. 2, comma 2, d.m. n. 55/2014
Prevede il rimborso forfettario delle spese generali riconosciuto sulle spese di lite.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio di ottemperanza, l’Amministrazione esegue integralmente l’obbligo risultante dal giudicato e la parte ricorrente riconosce l’avvenuto soddisfacimento della pretesa, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
- L’integrale pagamento del credito posto a fondamento dell’azione di ottemperanza elimina l’interesse a ottenere ulteriori misure esecutive, ma non impedisce la regolazione delle spese del giudizio in favore della parte che ha dovuto promuoverlo.
- Il pagamento intervenuto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza può giustificare la condanna dell’Amministrazione alle spese, anche quando il giudizio si conclude con la cessazione della materia del contendere, tenendo conto del comportamento successivo di ravvedimento operoso.
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