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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28739/2026 del 29/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, già condannato in appello alla pena di un anno di reclusione per omessa presentazione della dichiarazione fiscale, ha proposto ricorso per cassazione articolando tre motivi. Con il primo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sulla sussistenza del fatto, contestando la ricostruzione del volume d'affari, dei ricavi, dei costi e dell'imposta evasa. Con il secondo ha lamentato la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Con il terzo ha sostenuto che, in caso di accoglimento del ricorso, il reato dovesse dichiararsi estinto per prescrizione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo non scrutinabile in cassazione perché volto a una rivalutazione del materiale probatorio e perché le doglianze erano già state adeguatamente esaminate e disattese dai giudici di merito, che avevano correttamente superato di molto la soglia di punibilità sulla base del bilancio redatto dall'imputato e della mancata allegazione di maggiori costi o minori ricavi. Ha reputato il secondo motivo manifestamente infondato, osservando che la Corte di appello aveva escluso la particolare tenuità del fatto in ragione dell'entità delle imposte evase, ben superiore alle soglie di punibilità. Ha infine giudicato manifestamente infondato il terzo motivo, perché il reato era stato consumato il 31 dicembre 2015 e, alla data della sentenza di appello del 10 luglio 2025, non era ancora decorso il termine prescrizionale, dovendosi inoltre considerare ulteriori 376 giorni di sospensione. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. 74/2000

    Norma incriminatrice per l'omessa presentazione della dichiarazione; nel caso concreto la Corte considera integrata la soglia di punibilità sulla base della ricostruzione dei ricavi, dei costi e dell'imposta evasa.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è esclusa quando l'entità dell'imposta evasa è di molto superiore alle soglie di punibilità.

  • art. 3 d.lgs. 74/2000

    Citazione solo indirettamente ricavabile dal testo assente; non determinabile con certezza.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non sono ammissibili censure che mirano a una nuova valutazione del fatto o delle prove, quando la sentenza di merito abbia già fornito una motivazione congrua e specifica e non siano indicati precisi travisamenti delle risultanze processuali.
  • In materia di omessa dichiarazione fiscale, la soglia di punibilità può essere accertata mediante la ricostruzione dei ricavi, dei costi e del volume d'affari della società anche sulla base del bilancio redatto dall'imputato, specie se questi non offre allegazioni specifiche su maggiori costi o minori ricavi.
  • La particolare tenuità del fatto è normalmente preclusa quando l'entità dell'imposta evasa risulta significativamente superiore alle soglie di punibilità previste dalla norma incriminatrice.
  • La prescrizione non può essere dichiarata quando, al momento della decisione impugnata e alla data del controllo di legittimità, il termine ordinario non risulti ancora decorso, tenendosi conto anche di eventuali periodi di interruzione e sospensione.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile per profili di colpa del ricorrente, segue la condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieOmessa dichiarazioneCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiReati tributariParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoPrescrizione del reatoOnere della prova

Testo integrale

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