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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50307/2023 del 18/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione con tre motivi: 1) vizio di motivazione perché l'imputato sarebbe stato solo socio della Belounge s.r.l. e non l'amministratore, quindi non avrebbe titolo a rispondere personalmente; 2) violazione di legge per il mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena nonostante l'imputato fosse incensurato; 3) vizio di motivazione e contraddittorietà tra dispositivo e motivazione circa l'ammontare dell'ammenda (300 euro nel dispositivo vs 200 euro nella motivazione).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo e il terzo motivo come manifestamente infondati e ha invece accolto il secondo motivo. Ha confermato la responsabilità dell'imputato per la contravvenzione di cui all'art. 1161 cod. nav. (occupazione di area demaniale di circa 120 mq con attrezzature balneari noleggiate), ha ritenuto prevalente il dispositivo della sentenza del Tribunale che aveva fissato l'ammenda in 300 euro e, limitatamente alla mancata valutazione in ordine alla sospensione condizionale della pena, ha annullato senza rinvio per riconoscere direttamente il beneficio della sospensione condizionale della pena all'imputato, ritenendo non necessari ulteriori accertamenti.

Norme richiamate

  • art. 1161 cod. nav.

    Punisce chiunque occupa arbitrariamente uno spazio del demanio marittimo; la Corte lo applica anche quando la collocazione di ombrelloni, lettini e similari avviene in modo continuativo e con finalità commerciale (noleggio), indipendentemente dalla qualità societaria o dall'ufficio ricoperto dall'autore del fatto

  • art. 54 cod. nav.

    Richiamato in relazione al titolo di responsabilità penale connesso alla disciplina del demanio marittimo; la sentenza valuta la responsabilità personale dell'imputato nell'ambito delle norme sul demanio

  • art. 619, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 619, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma procedurale citata dal Pubblico Ministero per richiedere la rettifica di un errore materiale nel dispositivo della sentenza impugnata (correzione del dato numerico relativo all'ammenda)

  • art. 23, legge 28 ottobre 2020, n. 137

    art. 23, legge 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma procedurale relativa alla redazione della requisitoria del Pubblico Ministero, richiamata nel processo ma non rilevante sul profilo di merito sostanziale

Massime di principio

  • L'occupazione stabile e commerciale del demanio marittimo con ombrelloni, lettini e simili destinati al noleggio integra il reato previsto dall'art. 1161 cod. nav., anche se chi compie materialmente la condotta è socio o dipendente di una società che gestisce lo stabilimento
  • La qualità societaria (es. socio vs amministratore) non esclude la responsabilità penale personale quando l'individuo sia personalmente coinvolto nell'attività che costituisce il reato
  • In caso di discrepanza tra dispositivo e motivazione della sentenza prevale il dispositivo; le eventuali rettifiche di mero errore materiale possono essere chieste con i rimedi procedurali previsti
  • La Corte di cassazione può riconoscere benefici soggetti a valutazione discrezionale (come la sospensione condizionale della pena) senza rinvio se i fatti sono già sufficientemente accertati e non sono necessari ulteriori accertamenti
  • È importante distinguere tra uso occasionale della spiaggia libera (non penalmente rilevante) e la collocazione continuativa/aziendale di attrezzature per noleggio, che ha natura commerciale e può costituire occupazione del demanio perseguibile penalmente
  • Se la difesa ha chiesto benefici in sede di merito e il giudice non li ha valutati, il giudice di legittimità può sopperire riconoscendo il beneficio quando ricorrono condizioni chiare (es. incensuratezza) e non sono richiesti ulteriori accertamenti

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