Cassazione Penale, Sentenza n. 10070/2023 del 09/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava il rigetto della richiesta di riesame del decreto di convalida del sequestro preventivo d'urgenza funzionale alla confisca per sproporzione, riferito a beni formalmente a lei intestati (immobile ad Afragola acquistato nel 2009; terreno ad Afragola acquistato nel 2005; 100% delle quote della GILIUM MODA s.r.l. costituita nel 2015; 33% del capitale sociale della MINVIM s.r.l. costituita nel 2019). Il motivo di ricorso in Cassazione era la violazione degli artt. 240-bis c.p. e 321 c.p.p., con la censura che l'ordinanza aveva applicato alla figlia la presunzione di illecita accumulazione patrimoniale operante per il soggetto attivo del reato, senza rispettare i limiti di legge e senza adeguata motivazione circa la lecita provenienza dei fondi (donazioni/successione dalla nonna Anna Mazza, bonifico della madre, ecc.)
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha ritenuto che il sindacato in sede di legittimità sia limitato alla violazione di legge (art. 325 c.p.p.) e che, nel caso concreto, l'ordinanza del Tribunale di Napoli avesse fornito adeguata e coerente motivazione di fatto, fondata sulle indagini patrimoniali e fiscali: frequente ricorso a intestazioni fittizie nella famiglia Moccia, modesti redditi dichiarati della ricorrente e dei genitori, ruolo apicale del padre Angelo Moccia nel clan mafioso, indizi che le donazioni e successioni non erano tracciate o erano riconducibili al patrimonio illecito della famiglia (anche in ragione del ruolo criminale attribuito ad Anna Mazza). Il Collegio ha ritenuto provata la riconducibilità effettiva dei beni al padre e quindi legittimo il sequestro preventivo funzionale alla confisca per sproporzione; ha inoltre condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali
Norme richiamate
art. 240-bis cod. pen.
Norma sulla confisca per sproporzione; la Corte ha ritenuto che possa essere disposta anche quando i beni risultino formalmente intestati a terzi ove emerga la loro riconducibilità al soggetto attivo del reato tramite elementi indiziari che dimostrino l'interposizione fittizia
art. 321 cod. proc. pen.
Richiamata nella censura della ricorrente; la Cassazione ha ritenuto che l'ordinanza non abbia violato tale norma perché la motivazione è risultata adeguata rispetto all'accertamento della riconducibilità dei beni
art. 325 cod. proc. pen.
Criterio di ammissibilità del ricorso per cassazione in materia di provvedimenti cautelari reali: la Corte ha ricordato che in cassazione è consentito il ricorso solo per violazione di legge ai sensi dell'art. 325
art. 192, comma 2, cod. proc. pen.
Regola probatoria sugli indizi: la Corte ha osservato che l'interposizione fittizia può essere provata anche per indizi, purché questi rispettino i requisiti di cui all'art. 192, comma 2, e che nel caso concreto tali requisiti erano soddisfatti dalle risultanze investigative
Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008 (giurisprudenza)
Citata per chiarire il contenuto del vizio apprezzabile in cassazione (errores in iudicando/procedendo e vizi della motivazione così radicali da renderla inesistente o incomprensibile); la Corte ha applicato tale principio per ritenere non sussistente un vizio radicale nella motivazione del Tribunale
Massime di principio
- In caso di sequestro preventivo funzionale alla confisca per sproporzione, anche se i beni sono intestati a terzi, il giudice può ritenere la riconducibilità al soggetto indagato quando emergono indizi concreti di intestazione fittizia e sproporzione tra redditi dichiarati e valore dei beni
- La prova dell'interposizione fittizia può essere fornita per indizi; tali indizi devono però soddisfare i requisiti di coerenza, gravità e concordanza richiesti dall'art. 192 c.p.p.
- In Cassazione i vizi deducibili contro provvedimenti cautelari reali sono principalmente violazioni di legge: questioni di merito sui fatti e sulla valutazione delle fonti di prova sono, di norma, insindacabili salvo motivazione radicalmente illogica o mancante
- Le deduzioni difensive relative a donazioni o successioni come fonte lecita di acquisto devono essere tracciate e documentate: assunzioni apodittiche senza riscontro documentale rischiano di essere ritenute inefficaci quando il contesto indiziario indica una disponibilità patrimoniale condivisa in ambito familiare legata ad attività illecite
- È rilevante l'analisi complessiva del contesto familiare e del ruolo dei soggetti nell'organizzazione criminale: una persistente prassi di intestazioni fittizie in capo allo stesso nucleo familiare rafforza il sospetto di fittizietà anche per trasferimenti a favore di altri membri
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