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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46309/2022 del 07/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato il riesame del decreto di sequestro probatorio del 28/02/2022 relativo ai reati di appropriazione indebita (capo A) per euro 2.936.915,31 e di ricettazione (capo C) per euro 200.000. Il ricorrente contestava: (i) l'assenza del fumus commissi delicti e la carenza motivazionale del decreto di sequestro, fondato su documenti non allegati e su elementi noti solo successivamente; (ii) la mancata considerazione delle deduzioni difensive (tra cui la pendenza di una causa civile che avrebbe ancorato la legittimità della pretesa creditoria e l'uscita dal precedente studio professionale nel 2016); (iii) la mancanza di prova del reato presupposto per la ricettazione e la non pertinente natura delle condotte (aumento di capitale/possesso immateriale) contestate a Jelmoni; (iv) violazione dei criteri di adeguatezza e proporzionalità per il sequestro, con acquisizione massiva e non selezionata di documenti e dati informatici non pertinenti.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati i motivi: ha confermato che, in sede di riesame del sequestro probatorio, il giudice verifica la sola "astratta configurabilità" del reato (fumus), non il merito dell'accusa; le circostanze e le indagini su Jelmoni erano note e pertinenti anche rispetto alla posizione del ricorrente; il Tribunale ha adeguatamente motivato la pertinenza della documentazione sequestrata (rapporti tra le parti, società estere, flussi di bonifici verso lo studio professionale); la censura sulla sproporzione è generica e non indica specifici documenti estranei. È stato altresì ricordato il limite del ricorso per cassazione (art. 325 c.p.p.) in tema di ordinanze emesse in sede di riesame. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 646 cod.pen.

    Norma delittuosa richiamata per l'ipotesi di appropriazione indebita. La Corte prende atto dell'imputazione ai fini della valutazione del fumus commissi delicti, senza entrare nel merito della fondatezza delle accuse.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce i limiti del ricorso per cassazione avverso le ordinanze di riesame su misure cautelari reali: ammissibile solo per violazione di legge. La Corte lo applica per escludere il sindacato di merito sui vizi logico-motivazionali non radicali.

  • Giurisprudenza Cassazione (Sez. 3, n. 3465 del 03/10/2019; Sez.U. n.25932 del 2008; Sez. 6, n. 56733 del 12/09/2018)

    Riferimenti giurisprudenziali sui criteri di verifica del fumus in sede di riesame, sui vizi della motivazione che possono giustificare annullamento e sull'obbligo di motivazione del decreto di sequestro probatorio in relazione alla pertinenza dei beni sequestrati.

Massime di principio

  • In sede di riesame del sequestro probatorio il giudice valuta la sola "astratta configurabilità" del reato (fumus commissi delicti) e non la fondatezza delle prove o la decisione di merito.
  • Per essere annullato in Cassazione un provvedimento di riesame occorrono vizi di legge o vizi motivazionali talmente gravi da rendere l'argomentazione del giudice incomprensibile o priva dei requisiti minimi (error in procedendo o in iudicando molto rilevanti).
  • Il decreto di sequestro probatorio deve indicare, in relazione al tipo di illecito, la ragione per cui i beni/documenti sono pertinenti al reato; tuttavia una contestazione generica della massa di dati acquisiti è insufficiente: il ricorrente deve specificare quali documenti sarebbero estranei alla investigazione.
  • La perdita di ruolo formale (es. uscita dallo studio professionale) può influire su domande restitutive in altri procedimenti ma non è necessariamente idonea ad escludere l'astratta configurabilità del reato quando sia prospettato un accordo occulto o una partecipazione indiretta.
  • Le impugnazioni sulla proporzionalità e pertinenza del sequestro devono essere concrete e documentate: indicare categorie o singoli documenti non pertinenti e dimostrare il nesso assente con la fattispecie contestata aumenta la possibilità di successo nel riesame o nella richiesta di restituzione.

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