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Sentenza

Sentenza n. 1698/2026 - Catania, Sezione 5

Giustizia amministrativa202600643

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esclusione da una procedura di gara per servizi di architettura e ingegneria relativi alla riqualificazione e valorizzazione di un quartiere rupestre e delle aree limitrofe

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’esclusione dalla procedura di gara, chiedendo anche la sospensione dell’esecutorietà, il risarcimento dei danni, la declaratoria di inefficacia dell’eventuale contratto e il subentro. Nel corso del giudizio la stazione appaltante ha comunicato di avere annullato in autotutela il bando, il disciplinare e tutti gli atti connessi e conseguenti della procedura. La ricorrente ha preso atto dell’annullamento e ha riconosciuto la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, chiedendo tuttavia la restituzione del contributo unificato, sul presupposto che l’autotutela fosse fondata su illegittimità già sussistenti al momento dell’indizione della gara.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, poiché l’annullamento in autotutela dell’intera procedura ha eliminato l’utilità concreta della decisione sulle domande di annullamento. Il giudice ha ritenuto che la dichiarazione della difesa circa la sopravvenuta carenza di interesse, in applicazione del principio dispositivo, impedisse di esaminare il merito della controversia. Ai fini della regolazione delle spese, il TAR ha svolto il giudizio prognostico sulla soccombenza virtuale. Ha ritenuto che il ricorso non sarebbe stato accolto, richiamando il principio di continuità del possesso dei requisiti di partecipazione, secondo cui i requisiti devono essere posseduti senza interruzioni durante tutte le fasi della procedura e la loro perdita, anche temporanea, comporta l’esclusione. È stata quindi respinta la richiesta di restituzione del contributo unificato. Le spese di lite sono state integralmente compensate; il contributo unificato è rimasto a carico della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 120 c.p.a.

    Richiamato quale disciplina processuale del rito relativo alle controversie in materia di affidamento di contratti pubblici.

  • art. 121 e ss. c.p.a.

    Indicati dalla ricorrente a fondamento della domanda di declaratoria di inefficacia del contratto e di subentro.

Massime di principio

  • La dichiarazione del difensore di sopravvenuta carenza di interesse del proprio assistito comporta l’improcedibilità del ricorso, poiché, in applicazione del principio dispositivo, il giudice non può procedere d’ufficio alla decisione del merito della controversia quando sia venuta meno l’utilità concreta della pronuncia.
  • La sopravvenuta improcedibilità del ricorso non esclude la necessità di valutare la soccombenza virtuale ai fini della regolazione delle spese e degli oneri processuali, mediante una prognosi sull’esito che il giudizio avrebbe avuto se fosse proseguito fino alla decisione di merito.
  • Nelle procedure di gara il possesso dei requisiti di partecipazione deve sussistere ininterrottamente in tutte le fasi della procedura; la perdita anche temporanea di un requisito impone l’esclusione del concorrente.
  • La valutazione di soccombenza virtuale può fondarsi sul principio di continuità del possesso dei requisiti, con conseguente esclusione della restituzione del contributo unificato quando il ricorso, pur divenuto improcedibile, sarebbe stato respinto nel merito.

Come è indicizzato

MaterieRequisiti di partecipazione ed esclusioneRito appalti e sorte del contrattoEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieCause di esclusione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivoDecadenza e tardività

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