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Sentenza

Sentenza n. 671/2026 - Catania, Sezione 1

per l'annullamento A) per quanto riguarda il ricorso introduttivo del giudizio: - della deliberazione della Giunta Municipale del Comune di S. Agata Li Battiati n. -OMISSIS-, avente ad oggetto: “APPROVAZIONE variante al progetto esecutivo relativo alla realizzazione della viabilità e delle opere di urbanizzazione connesse al Piano Particolareggiato dei comparti -OMISSIS-”; - nonché ove occorra e nei limiti d’interesse delle Norme Tecniche di Attuazione del Comune di S. Agata Li Battiati, ed in particolare dell’art. 41 che disciplina le modalità di calcolo dell’altezza degli edifici; - nonché ogni atto istruttorio e/o presupposto; B) per quanto riguarda il ricorso per motivi aggiunti depositato il 30 giugno 2025: - del Permesso di Costruire (PdiC) n. -OMISSIS- (provvedimento e suoi allegati) rilasciato a favore dei sigg.ri -OMISSIS-, conosciuto solo a seguito di istanza di accesso agli atti dell’8.5.2025, con cui è stata assentita la realizzazione di n. 2 ville da sorgere nel (macro)lotto -OMISSIS-; - ove occorra e nei limiti d’interesse del Regolamento Edilizio Comunale del Comune di S. Agata Li Battiati nelle parti di interesse e di cui infra; - di ogni atto istruttorio e/o presupposto, connesso e consequenziale; C) per quanto riguarda il ricorso incidentale depositato dall’ing. -OMISSIS- e dalla sig.ra -OMISSIS-il 23 settembre 2025: - della concessione edilizia in sanatoria n.-OMISSIS- rilasciata dal Comune di Sant’Agata Li Battiati (CT) al Signor -OMISSIS- per il condono edilizio di alcune opere edilizie realizzate in ampliamento nell’immobile di proprietà sito nel Comune di Sant’Agata Li Battiati (CT) -OMISSIS-; - del certificato di abitabilità e autorizzazione allo scarico -OMISSIS- con cui il Comune di Sant’Agata Li Battiati (CT) ha autorizzato il Signor -OMISSIS- all’abitabilità “-sub 2 – unità abitativa composta da: PIANO SOTTOSTRADA: quattro studi professionali, due locali archivio, due riposti, cinque WC, cinque disimpegni, uno spogliatoio, due locali tecnici; PIANO TERRA: soggiorno con angolo cottura, lavanderia, WC, disimpegno e vano letto. I piani sono collocati tra loro da una scala interna; - sub 3 – garage; - PISCINA al piano terra.”; D) per quanto riguarda il ricorso per motivi aggiunti depositato il 27 settembre 2025: - dei medesimi atti sopra calendati ed impugnati con il ricorso introduttivo del giudizio (sub A) e con il ricorso per motivi aggiunti (sub B);

Giustizia amministrativa202302265

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione comunale di approvazione della variante al progetto esecutivo della viabilità e delle opere di urbanizzazione, permesso di costruire per la realizzazione di due ville e relativi atti presupposti; in via incidentale, titoli edilizi in sanatoria e certificato di abitabilità relativi all'immobile del ricorrente principale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente principale, proprietario di una villa confinante con l'area interessata da un piano di lottizzazione, ha impugnato la variante approvata dal Comune per regolarizzare l'innalzamento della viabilità mediante terrapieno, deducendo l'illegittimo aumento della quota del piano di campagna, la violazione delle norme urbanistiche e delle NTA comunali, nonché la conseguente riduzione della visuale panoramica e l'aumento dell'altezza degli edifici frontistanti. Con il primo ricorso per motivi aggiunti ha impugnato il permesso di costruire rilasciato per due ville, sostenendo che l'artificiale innalzamento della quota stradale fosse stato assunto come quota zero per il calcolo dei parametri edilizi, determinando il superamento dell'altezza massima consentita, un incremento della cubatura e del carico urbanistico e la violazione delle distanze. Con il secondo ricorso per motivi aggiunti ha impugnato nuovamente gli atti dopo avere acquisito documentazione relativa agli strumenti urbanistici attuativi. I controinteressati titolari del permesso di costruire hanno proposto ricorso incidentale contro la concessione edilizia in sanatoria e il certificato di abitabilità relativi all'immobile del ricorrente principale, chiedendo altresì la declaratoria di inammissibilità del ricorso principale. Sono state inoltre sollevate eccezioni di tardività, carenza di legittimazione e interesse, improcedibilità per disomogeneità del contraddittorio e difetto di notifica alla Regione. Il Collegio ha esaminato prioritariamente la carenza originaria di interesse, prescindendo dalle ulteriori eccezioni.

La decisione

Il TAR ha dichiarato inammissibili il ricorso introduttivo e i due ricorsi per motivi aggiunti per originaria carenza di interesse, e improcedibile il ricorso incidentale per sopravvenuta carenza di interesse derivante dall'inammissibilità del ricorso principale. Quanto al ricorso principale, il Collegio ha richiamato il principio secondo cui la vicinitas dimostra, di regola, la legittimazione ma non anche l'interesse al ricorso, che richiede la prova di uno specifico, personale, attuale e concreto pregiudizio prodotto dall'intervento edilizio. La lamentata riduzione della visuale panoramica non è stata ritenuta sufficiente: tale visuale costituisce normalmente un interesse di mero fatto e può rilevare solo se la compromissione incide su una visuale effettivamente fruibile, con evidenti, peculiari e qualificati profili di pregio, determinando un pregiudizio serio ed effettivo. La relazione tecnica e il corredo fotografico prodotti non hanno dimostrato tali caratteristiche né la concreta riduzione della visuale conseguente all'innalzamento della quota; il ricorrente avrebbe dovuto fornire una dimostrazione puntuale, eventualmente mediante rendering. Anche il richiamo alla tutela delle caratteristiche paesaggistiche e urbanistiche del comprensorio è stato ritenuto generico e riconducibile al mero interesse generale alla legalità dell'azione amministrativa. Le censure sull'incremento della cubatura e del carico urbanistico sono state ritenute inidonee perché riferite a locali accessori non destinati all'uso residenziale; un pregiudizio potrebbe configurarsi solo in caso di effettivo cambio di destinazione d'uso a fini abitativi, ipotesi futura e incerta. Le doglianze sulle distanze, riferite a rapporti tra le costruzioni e terrapieni non direttamente confinanti con la proprietà del ricorrente, non indicavano alcun pregiudizio reale né un effetto ripristinatorio concretamente utile, essendo generica la contestazione della violazione delle distanze. Il ricorso incidentale è stato dichiarato improcedibile perché, quale domanda accessoria e strumentale alla paralisi del ricorso principale, segue le sorti di quest'ultimo. È stata respinta anche la richiesta di cancellazione dell'espressione ritenuta offensiva, poiché inserita in un contesto funzionale alla difesa e non eccedente le esigenze difensive; è stata altresì ritenuta ammissibile la memoria di replica, in quanto contenuta nei limiti della contestazione delle memorie avversarie. Spese integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 99, comma 1, c.p.a.

    Nei casi di impugnazione di un titolo autorizzatorio edilizio, riaffermata la distinzione e l’autonomia tra la legittimazione e l’interesse al ricorso, è necessario che il giudice accerti, anche d’ufficio, la sussistenza di entrambi.

    Il TAR richiama i principi dell'Adunanza Plenaria sulla distinzione tra legittimazione e interesse al ricorso nei giudizi contro titoli edilizi.

  • art. 39, comma 1, c.p.a.

    Rende applicabile al processo amministrativo il richiamo alle disposizioni del codice di procedura civile compatibili.

  • art. 73, comma 1, c.p.a.

    Le parti possono presentare repliche ai nuovi documenti e alle nuove memorie depositate in vista dell'udienza.

    La memoria di replica è ammissibile se limita la propria funzione alla confutazione di nuovi documenti o memorie, senza eludere i termini ordinari di difesa.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il Collegio richiama la possibilità di precisare e comprovare nel corso del processo l'interesse al ricorso, nel rispetto del contraddittorio.

  • art. 89 c.p.c.

    La cancellazione delle espressioni offensive o sconvenienti è esclusa quando le espressioni, pur polemiche, conservano un rapporto con la materia controversa e sono funzionali alle esigenze difensive.

  • art. 41 NTA del Comune di Sant'Agata Li Battiati

    Disposizione comunale relativa alle modalità di calcolo dell'altezza degli edifici, impugnata dal ricorrente ma non esaminata nel merito per carenza di interesse.

  • art. 47 NTA del Comune di Sant'Agata Li Battiati

    Qualifica come locali accessori gli spazi destinati a permanenze brevi e definite, distinguendoli dagli ambienti residenziali; il loro computo non determina di per sé un aumento della capacità insediativa.

  • art. 833 c.c.

    Il divieto di atti emulativi è richiamato quale principio generale contrario all'utilizzo dell'azione in assenza di una concreta utilità personale.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Base normativa richiamata per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti private.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità delle persone mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nei giudizi di impugnazione di titoli edilizi, la vicinitas, intesa come stabile collegamento con l'area interessata dall'intervento, può fondare la legittimazione ad agire ma non dimostra automaticamente l'interesse al ricorso; quest'ultimo richiede la prova di uno specifico pregiudizio personale, attuale, concreto e direttamente derivante dall'atto impugnato.
  • La compromissione della visuale panoramica può integrare un interesse al ricorso contro un titolo edilizio solo quando sia dimostrata una visuale effettivamente fruibile, caratterizzata da evidenti, peculiari e qualificati profili di pregio, e una conseguente lesione seria ed effettiva; non è sufficiente la percezione soggettiva della bellezza del panorama né una generica allegazione della sua riduzione.
  • Il richiamo alla preservazione delle caratteristiche paesaggistiche o urbanistiche di una zona, se non collegato a una lesione concreta della sfera giuridica del ricorrente, esprime un mero interesse generale alla legalità dell'azione amministrativa e non è idoneo a fondare l'interesse a ricorrere.
  • La contestazione dell'aumento del carico urbanistico derivante da locali accessori non residenziali non dimostra un pregiudizio attuale, poiché l'incremento della capacità insediativa può derivare solo dall'effettiva trasformazione di tali locali in superfici a uso abitativo; una simile eventualità futura e incerta non integra l'interesse al ricorso.
  • La violazione delle distanze tra l'immobile del controinteressato e una terza costruzione può fondare l'interesse al ricorso solo se il ricorrente allega in modo puntuale, dettagliato e convincente un effetto ripristinatorio concretamente utile per la propria posizione; la generica deduzione della violazione di distanze non è sufficiente.
  • Il ricorso incidentale, quando è accessorio e strumentale alla paralisi del ricorso principale, segue le sorti di quest'ultimo e deve essere dichiarato improcedibile se il ricorso principale è dichiarato inammissibile per carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziPiani attuativi e lottizzazioniDistanze, altezze e volumiLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardivitàEccesso di potereSopravvenuta carenza di interesse

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