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Sentenza

Sentenza n. 510/2026 - Bologna, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 781/2024 del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, pubblicata in data 12.06.2024.

Giustizia amministrativa202501736

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Bologna, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto della docente alla Carta del Docente per due annualità, oltre interessi o rivalutazione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La docente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza n. 781/2024 del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata al domicilio reale dell'Amministrazione. La sentenza aveva riconosciuto il diritto a percepire la Carta del Docente per due annualità, oltre interessi o rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724/1994, dalla data del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione. Decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione spontanea, il Ministero è rimasto inadempiente. Il ricorso non riguardava le spese legali liquidate nel giudizio davanti al giudice ordinario.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando il passaggio in giudicato della sentenza ottemperanda, la sua rituale notificazione e la perdurante inadempienza del Ministero. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza, detratto quanto eventualmente già corrisposto, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della presente sentenza. In caso di ulteriore inadempimento, e su istanza della ricorrente, dovrà intervenire in sostituzione il commissario ad acta, individuato nel dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario delegato, entro i successivi 90 giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato, prevedendo, in caso di persistente inadempimento, l'intervento sostitutivo del commissario ad acta.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    La sentenza ottemperanda aveva disposto il riconoscimento di interessi o rivalutazione dalla data del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione della Carta del Docente.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è accoglibile quando il provvedimento giurisdizionale da eseguire è passato in giudicato, è stato ritualmente notificato all'amministrazione obbligata ed è decorso il termine dilatorio previsto per l'adempimento spontaneo senza che l'amministrazione abbia eseguito le statuizioni giudiziali.
  • In presenza di perdurante inadempimento dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esecuzione delle statuizioni contenute nel giudicato entro un termine perentorio e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta destinato a operare, su istanza dell'interessato, in caso di ulteriore inerzia.
  • L'esecuzione del giudicato deve tenere conto degli eventuali pagamenti o adempimenti medio tempore effettuati dall'amministrazione, che devono essere detratti da quanto ancora dovuto.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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