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Sentenza

Sentenza n. 6359/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202602153

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento del Questore di Napoli che aveva dichiarato improcedibile l’istanza di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo per mancata comprovazione della residenza anagrafica o della dimora abituale e per irreperibilità all’indirizzo dichiarato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'immigrazione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La cittadina straniera ha appellato la sentenza del TAR Campania, che aveva respinto il ricorso contro il provvedimento del Questore di Napoli del 9 maggio 2022. Il provvedimento era stato adottato dopo che, durante un accertamento presso l’indirizzo dichiarato, la richiedente era risultata assente e irreperibile; inoltre, l’indirizzo risultava corrispondere a un’attività commerciale e non a un’abitazione. L’appellante ha dedotto error in iudicando, intrinseca illogicità della motivazione e violazione e falsa applicazione del d.lgs. 286/1998 e del d.P.R. 394/1999. Ha contestato la dichiarazione di irreperibilità e sostenuto di possedere una stabile dimora, affermando che la normativa sull’immigrazione non prevederebbe espressamente la dimora stabile quale requisito autonomo per il rinnovo di un permesso già posseduto, essendo sufficienti la reperibilità, il lavoro, il reddito e le altre condizioni generali di soggiorno. Ha inoltre richiamato documentazione relativa a sopravvenienze concernenti i requisiti abitativi e reddituali. Il TAR aveva ritenuto non valutabili tali sopravvenienze, perché non rappresentate all’amministrazione al momento dell’adozione dell’atto, e aveva rilevato che la ricorrente non aveva contestato che l’indirizzo dichiarato fosse una rivendita di materiale informatico né aveva adempiuto all’invito del Questore di ripresentare tempestivamente l’istanza indicando il luogo effettivo di dimora.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e confermato la sentenza del TAR. Ha rilevato che il provvedimento del Questore richiamava l’art. 6, comma 8, del d.lgs. 286/1998, relativo all’obbligo dello straniero di comunicare le variazioni del domicilio abituale, e invitava la richiedente a reiterare l’istanza entro dieci giorni indicando il luogo esatto di dimora, adempimento non eseguito. La decisione ha inoltre valorizzato la circostanza, non contestata, che l’indirizzo dichiarato corrispondesse a un’attività commerciale e non a un’abitazione. Secondo il Collegio, ai sensi dell’art. 22, comma 2, lett. b), del d.lgs. 286/1998, la disponibilità di un alloggio adeguato e stabile costituisce requisito per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno. La certezza della situazione abitativa è presupposto indispensabile del titolo, soprattutto quando la precarietà alloggiativa determina una sostanziale irreperibilità dello straniero. Spetta all’interessato provare l’effettiva disponibilità e permanenza nell’alloggio indicato, mediante documentazione idonea, come contratto di locazione registrato, atto di acquisto, pagamenti di utenze o spese condominiali. Poiché tale prova non era stata fornita e le censure erano comunque generiche, il provvedimento è stato ritenuto legittimo. È stato confermato anche il rigetto dell’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato per il grado di appello. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 6, comma 8, d.lgs. 286/1998

    gli stranieri che soggiornano nel territorio dello Stato devono comunicare al questore competente per territorio, entro i quindici giorni successivi, le eventuali variazioni del proprio domicilio abituale

    La disposizione fonda l’obbligo dello straniero di comunicare le variazioni del domicilio abituale e giustifica la richiesta dell’amministrazione di indicare il luogo effettivo di dimora.

  • art. 22, comma 2, lett. b), d.lgs. 286/1998

    La disponibilità di un alloggio adeguato e stabile è considerata dal giudice uno dei requisiti necessari per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno.

  • d.P.R. 394/1999

    La normativa regolamentare è richiamata dall’appellante, ma la decisione non individua una specifica disposizione del regolamento sulla quale fondare una distinta interpretazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità della parte appellante.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale ulteriore presupposto per la tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • La disponibilità di un alloggio adeguato, stabile ed effettivo costituisce requisito necessario per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno; la sua mancanza può legittimare il diniego o l’improcedibilità dell’istanza quando si accompagni a una situazione di sostanziale irreperibilità dello straniero.
  • Grava sul richiedente il permesso di soggiorno l’onere di provare la genuinità e l’effettiva disponibilità dell’alloggio indicato, mediante documenti idonei a dimostrare la permanenza nell’immobile, quali contratto di locazione registrato, atto di acquisto, pagamenti delle utenze o delle spese condominiali.
  • La circostanza che l’indirizzo dichiarato corrisponda a un’attività commerciale e non a un’abitazione, unita all’irreperibilità del richiedente presso quell’indirizzo, è elemento idoneo a escludere la prova di una dimora abituale effettiva, se non adeguatamente contestato dall’interessato.
  • Le sopravvenienze relative ai requisiti abitativi e reddituali, se non rappresentate all’amministrazione prima dell’adozione dell’atto o mediante una tempestiva istanza di riesame, non possono essere utilizzate per dimostrare l’illegittimità originaria del provvedimento impugnato, il cui sindacato deve riferirsi alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento della sua adozione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoDifetto di istruttoriaEccesso di potereTermini del procedimento

Testo integrale

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