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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34887/2025 del 27/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per ricettazione. Con il primo motivo ha lamentato che il giudice di appello non avesse svolto una motivazione rafforzata sulla prova dichiarativa assunta nel secondo giudizio di appello, sostenendo che tale prova non apportasse elementi di novità; ha inoltre dedotto che la Corte territoriale avesse erroneamente ritenuto sussistente il delitto di ricettazione nonostante l'asserita mancanza dell'elemento soggettivo. Con il secondo motivo ha censurato il mancato riconoscimento dell'attenuante del fatto di particolare tenuità prevista per la ricettazione, assumendo che ricorressero i presupposti per applicarla.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo non consentito perché formulato in modo generico e meramente reiterativo di doglianze già esaminate e respinte in appello, senza un effettivo confronto con la motivazione della sentenza impugnata; inoltre, ha ribadito che il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione del materiale probatorio. Ha ritenuto manifestamente infondato il secondo motivo perché l'attenuante della particolare tenuità nella ricettazione richiede, tra l'altro, un valore del bene particolarmente lieve e una valutazione complessiva del fatto in termini di marginalità, occasionalità e modestia, requisiti che la Corte territoriale aveva escluso. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Il ricorso deve contenere censure specifiche e non meramente apparenti o reiterative di doglianze già respinte; in difetto, è inammissibile.

  • art. 648, quarto comma, cod. pen.

    L'attenuante del fatto di particolare tenuità nella ricettazione richiede un bene di valore particolarmente lieve e, complessivamente, un fatto connotato da marginalità, occasionalità e modestia.

  • art. 648 cod. pen.

    La ricettazione richiede anche l'elemento soggettivo, la cui mancanza può essere dedotta in ricorso solo nei limiti del giudizio di legittimità.

  • art. 591 cod. proc. pen.

    La mancanza di specificità del ricorso, quando le censure non si confrontano con le ragioni della decisione, comporta l'inammissibilità.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentita una rivalutazione del merito né una nuova lettura delle prove secondo criteri diversi da quelli adottati dai giudici di merito.
  • Un motivo di ricorso per cassazione è specifico solo se si confronta in modo concreto con la motivazione della sentenza impugnata; la mera riproposizione di doglianze già dedotte in appello è inammissibile.
  • La censura sulla mancanza dell'elemento soggettivo del reato non può trasformarsi in una richiesta di riesame del compendio probatorio.
  • L'attenuante della particolare tenuità nella ricettazione presuppone non solo il modesto valore del bene, ma anche una complessiva marginalità del fatto, valutata in relazione alle modalità dell'azione e alla personalità dell'imputato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRicettazione
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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