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Sentenza

Sentenza del 07/04/2016 n. 169 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata

Non Disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente contestava l'avviso di accertamento relativo all'anno d'imposta 2007, con il quale l'Agenzia delle Entrate aveva rideterminato il reddito imponibile ai fini IRPEF e delle addizionali regionale e comunale mediante accertamento sintetico basato sul cosiddetto redditometro. L'Ufficio aveva rilevato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati negli anni 2002-2006 e la capacità di spesa del contribuente, desunta dall'acquisto di un'autovettura di elevata cilindrata, dalla disponibilità di altre due autovetture e dalla situazione patrimoniale del coniuge, usufruttuario di tre fabbricati.

La decisione

La CTP di Potenza aveva inizialmente accolto il ricorso del contribuente. L'Agenzia delle Entrate ha proposto appello e la Commissione tributaria regionale lo ha accolto, ritenendo legittimo l'utilizzo del redditometro e applicabile la presunzione relativa a favore dell'Amministrazione. Di conseguenza, spettava al contribuente dimostrare, con elementi concreti, che le spese e gli incrementi patrimoniali fossero stati finanziati da redditi esenti, diversi o da altre disponibilità. Tale prova non è stata ritenuta fornita, in particolare con riferimento all'acquisto e al mantenimento delle autovetture e agli oneri relativi agli immobili. L'avviso di accertamento è stato quindi confermato. Le spese di giudizio sono state compensate per la complessità della controversia.

Norme richiamate

  • Accertamento sintetico mediante redditometro

    Lo strumento consente di ricostruire sinteticamente il reddito del contribuente sulla base di elementi indicativi di capacità contributiva, come beni posseduti, spese sostenute e disponibilità patrimoniali.

  • Cass. civ., Sez. V, 9 aprile 2014, n. 8299

    Secondo l'orientamento richiamato, il risultato dell'accertamento effettuato tramite redditometro beneficia di una presunzione relativa di veridicità. L'Amministrazione non deve fornire ulteriori prove oltre agli elementi sintomatici della capacità di spesa; spetta invece al contribuente fornire una prova contraria concreta e documentata.

Massime di principio

  • Quando le spese sostenute e i beni posseduti risultano significativamente superiori ai redditi dichiarati, l'Amministrazione può utilizzare il redditometro per ricostruire il reddito imponibile.
  • Una volta evidenziata la sproporzione tra capacità di spesa e reddito dichiarato, il contribuente deve dimostrare in modo specifico e documentato l'origine delle somme utilizzate, ad esempio mediante redditi esenti, redditi diversi, risparmi pregressi, finanziamenti o disponibilità di terzi.
  • Non è normalmente sufficiente affermare genericamente di avere avuto altre disponibilità economiche: la prova deve essere puntuale e idonea a giustificare sia l'acquisto dei beni sia i costi ordinari di mantenimento, manutenzione e imposizione fiscale.
  • Nella valutazione della capacità contributiva possono rilevare anche beni formalmente intestati o attribuiti al coniuge, soprattutto quando il coniuge è fiscalmente a carico del contribuente e il contribuente sostiene presumibilmente i relativi oneri.
  • L'accertamento può essere confermato anche se il contribuente dimostra l'acquisto del bene, ma non dimostra adeguatamente la provenienza delle somme e la sostenibilità delle spese successive di gestione.

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