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Ordinanza

Ordinanza n. 3275/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento previa adozione di misure cautelari del provvedimento emesso dalla Prefettura di -OMISSIS- in data 23.3.2026 con cui veniva decretato il rifiuto dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana.

Giustizia amministrativa202601918

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: comunicazione telematica prefettizia di rifiuto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana per insufficienza del requisito reddituale relativo all'anno 2023

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare, la comunicazione telematica con cui la Prefettura ha rifiutato l'istanza di concessione della cittadinanza italiana. Il diniego è fondato sull'insufficienza del reddito relativo all'anno 2023, anche considerando il reddito integrativo del coniuge. Dal testo non risultano specificati gli ulteriori motivi di ricorso né le censure articolate dal ricorrente.

La decisione

Il TAR non ha deciso la domanda cautelare né il merito dell'impugnazione. Ha rilevato che l'amministrazione si è costituita con atto di mero stile e ha ritenuto necessario acquisire dalla Prefettura documentati chiarimenti: sui criteri applicati per il calcolo del reddito del ricorrente per l'annualità 2023; sullo stato attuale del procedimento; sull'eventuale previsione di un provvedimento finale ulteriore rispetto alla comunicazione telematica impugnata. Ha posto l'onere istruttorio a carico dell'amministrazione, disponendo il deposito entro il termine di due giorni liberi antecedenti alla nuova camera di consiglio, ai sensi dell'art. 55, comma 5, c.p.a. Ha fissato per il prosieguo della fase cautelare la camera di consiglio dell'11 novembre 2026 e ha compensato le spese della fase processuale.

Norme richiamate

  • art. 55, comma 5 c.p.a.

    due giorni liberi antecedenti alla nuova camera di consiglio

    Il termine è stato applicato per stabilire il deposito, da parte dell'amministrazione, dei chiarimenti e della documentazione richiesti in vista della prosecuzione della fase cautelare.

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Richiamati nel provvedimento nel contesto della disciplina degli strumenti istruttori e dell'acquisizione di elementi utili al giudizio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità del ricorrente.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, quando gli elementi disponibili non consentono di valutare compiutamente la legittimità del diniego amministrativo e l'effettiva situazione procedimentale, il giudice può disporre specifici incombenti istruttori a carico dell'amministrazione prima di decidere sulla misura cautelare.
  • Quando un diniego relativo alla concessione della cittadinanza italiana è motivato dall'insufficienza del reddito, l'amministrazione deve chiarire e documentare i criteri concretamente applicati per il calcolo del reddito e l'incidenza del reddito del coniuge, ove considerato.
  • Ai fini della decisione cautelare, è rilevante verificare se la comunicazione telematica di rifiuto costituisca il provvedimento conclusivo del procedimento o se sia prevista l'adozione di un distinto provvedimento finale.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processualeTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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