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Ordinanza

Ordinanza n. 476/2026 - Roma, Sezione 4B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, a. della nota prot. 41422 del 15/09/2025 del Ministero dell’Istruzione e del Merito Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, notificata in pari data, con la quale è stata rigettata l’istanza prot. 39021 del 25/09/2024 di riconoscimento del titolo per l’insegnamento di sostegno in qualità di insegnante specializzato; b. di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e/o consequenziali, comunque lesivi dell’interesse del ricorrente; per l’accertamento del diritto del ricorrente ad ottenere l’annullamento della nota di rigetto in quanto illegittima; e per la condanna dell’amministrazione resistente ad annullare la nota impugnata in quanto illegittima;

Giustizia amministrativa202514689

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del riconoscimento del titolo per l'insegnamento di sostegno in qualità di insegnante specializzato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego ministeriale del riconoscimento del titolo per l'insegnamento di sostegno, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Ha inoltre formulato domande di accertamento del proprio diritto e di condanna dell'amministrazione all'annullamento dell'atto. Il provvedimento riferisce la stipulazione, successiva al diniego, di un contratto di insegnamento sul sostegno presso un istituto paritario, senza una specifica clausola risolutiva collegata al mancato riconoscimento del titolo.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ritenendo insussistente il periculum in mora. La stipulazione del contratto di insegnamento presso un istituto paritario, successiva all'adozione del diniego, e l'assenza nel contratto di una specifica clausola risolutiva in caso di mancato riconoscimento del titolo escludono, secondo il giudice, la prova di un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall'atto impugnato. In mancanza del periculum, il Collegio ha ritenuto superfluo esaminare il fumus boni iuris. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della tipologia delle questioni trattate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare; il rigetto è stato fondato sull'insussistenza del periculum in mora, senza esame del fumus boni iuris.

Massime di principio

  • La sospensione cautelare di un provvedimento amministrativo richiede la dimostrazione di un pregiudizio grave e irreparabile; in assenza del periculum in mora, il giudice può respingere la domanda senza esaminare il fumus boni iuris.
  • La stipulazione, successiva al provvedimento lesivo, di un contratto coerente con l'attività che il privato intende esercitare, quando il contratto non contiene una clausola risolutiva collegata all'atto amministrativo impugnato, può escludere la configurabilità di un pregiudizio grave e irreparabile derivante da tale atto.

Come è indicizzato

MaterieScuolaTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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