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Sentenza

Sentenza n. 3639/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM diniego dell’istanza di cittadinanza italiana (-OMISSIS-);

Giustizia amministrativa201908809

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego ministeriale dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadina straniera)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale del 28 febbraio 2019, con cui era stata respinta l'istanza di concessione della cittadinanza italiana presentata ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992. Il diniego era motivato da addebiti penali a carico del marito, condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha depositato la sentenza penale che aveva dichiarato estinto il reato e il decreto presidenziale con cui era stata conferita la cittadinanza italiana al marito. A seguito degli incombenti istruttori disposti dal TAR, l'Amministrazione ha preannunciato il riesame della posizione e ha successivamente depositato il decreto presidenziale del 2 luglio 2025, con cui è stata conferita la cittadinanza italiana alla ricorrente.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l'emanazione del decreto di concessione della cittadinanza italiana aveva integralmente soddisfatto l'interesse sostanziale dedotto in giudizio. Non è stata quindi esaminata la legittimità originaria del diniego. Le spese sono state compensate, su richiesta dell'Amministrazione non opposizione della ricorrente, considerando che gli elementi sopravvenuti decisivi — l'estinzione del reato e la concessione della cittadinanza al marito — si erano verificati dopo l'adozione del diniego e che la ricorrente, dopo la cittadinanza del marito, avrebbe potuto richiedere la cittadinanza per matrimonio ai sensi dell'art. 5 della legge n. 91/1992. La sentenza dispone l'esecuzione da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 5 febbraio 1992, n. 91

    concessione della cittadinanza italiana

    La disposizione costituiva la base normativa dell'istanza di cittadinanza presentata dalla ricorrente.

  • art. 5 l. 5 febbraio 1992, n. 91

    cittadinanza italiana per matrimonio

    Il TAR la richiama per osservare che, dopo la concessione della cittadinanza italiana al marito, la ricorrente avrebbe potuto presentare un'istanza fondata sul matrimonio.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Richiamato in epigrafe in relazione alla definizione del giudizio conseguente alla sopravvenuta soddisfazione dell'interesse della ricorrente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio instaurato contro il diniego di concessione della cittadinanza, l'Amministrazione adotta un successivo provvedimento favorevole che soddisfa integralmente l'interesse sostanziale del ricorrente, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, senza necessità di esaminare la legittimità originaria del diniego.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando il provvedimento favorevole sopravvenuto dipende da elementi nuovi, verificatisi dopo l'adozione del diniego, e la definizione favorevole non costituisce il riconoscimento dell'illegittimità dell'atto originariamente impugnato.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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