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Ordinanza

Ordinanza n. 95/2026 - Bari, Sezione 3

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di rigetto Prot. Interno N.-OMISSIS- del 27.11.2025, comunicato in pari data, con cui la Prefettura di Bari - Sportello Unico per l'Immigrazione ha rigettato l'istanza di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato (Pratica n. P-OMISSIS-); nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, ivi compreso il parere negativo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Bari richiamato in motivazione;

Giustizia amministrativa202600188

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto dell'istanza di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato, unitamente al parere negativo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego prefettizio chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Ha contestato che l'amministrazione non avrebbe considerato la sua situazione lavorativa complessiva e attuale, e in particolare il rapporto di lavoro subordinato stabile e continuativo instaurato con un'impresa dall'11 novembre 2024 al 30 novembre 2025, quindi anteriormente all'adozione del diniego. Dall'estratto conto INPS risultava tuttavia che il lavoratore non aveva raggiunto, neppure considerando il periodo giugno-settembre 2024 e cumulando attività turistica e agricola, la soglia minima di giornate lavorative stagionali richiesta per la conversione. Il rapporto con l'impresa, pacificamente non stagionale, era invocato dal ricorrente quale elemento utile per dimostrare la propria situazione lavorativa complessiva.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto del fumus boni iuris. Ha ritenuto incontestato il mancato raggiungimento del numero minimo di giornate lavorative stagionali richiesto dalla normativa di settore, come risultante dall'estratto conto INPS. Ha inoltre escluso che il rapporto di lavoro subordinato instaurato con l'impresa potesse essere computato ai fini della conversione, poiché privo del carattere di stagionalità. Secondo il Collegio, il requisito delle giornate lavorative stagionali è diretto a evitare che il permesso per lavoro stagionale venga utilizzato come strumento per soggiornare nel territorio nazionale e ottenere successivamente più facilmente un permesso per lavoro subordinato. Non ravvisando quindi il fumus, il TAR non ha accolto la sospensione dell'efficacia del diniego. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della particolarità della situazione di fatto.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare, con particolare riferimento al fumus boni iuris; l'istanza è stata respinta per difetto di tale requisito.

Massime di principio

  • Ai fini della conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato, il lavoratore deve dimostrare il raggiungimento della soglia minima di giornate lavorative stagionali prevista dalla normativa di settore.
  • Nel computo delle giornate utili alla conversione del permesso per lavoro stagionale non possono essere considerate le giornate relative a un rapporto di lavoro subordinato privo del carattere di stagionalità.
  • Il requisito minimo delle giornate lavorative stagionali risponde alla finalità antielusiva di impedire che il permesso per lavoro stagionale sia utilizzato come espediente per soggiornare nel territorio nazionale e conseguire più agevolmente un permesso per lavoro subordinato.
  • La mancata dimostrazione del requisito minimo di lavoro stagionale esclude il fumus boni iuris necessario per la sospensione cautelare del diniego di conversione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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