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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16742/2021 del 14/06/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Giuseppe Vitale domandava la risoluzione del contratto di comodato (2008) concesso alla figlia Serena e il rilascio dell'immobile; sosteneva di aver receduto con raccomandata entro il 31/12/2011. In primo grado ottenne l'accoglimento; in appello la Corte di Appello di Roma accolse l'appello di Serena e Alessandro ritenendo nullo il comodato per mancata registrazione ai sensi della legge n.311/2004 e assegnando loro l'immobile. Il ricorrente ha impugnato in Cassazione denunciando, tra l'altro, l'errata qualificazione dell'azione come rivendicazione (con conseguente onere di provare la proprietà), e l'erronea esclusione della sanatoria operata dalla registrazione tardiva del contratto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso (assorbiti il secondo e il terzo), ritenendo che: a) l'azione proposta dall'attore va qualificata come azione personale di restituzione (per inadempimento del comodato) e non come azione di rivendicazione, per cui non grava sul comodante l'onere di provare il titolo di proprietà come condizione di accoglimento; b) la registrazione tardiva del contratto di costituzione di un diritto personale di godimento (comodato/locazione) ha effetto sanante retroattivo (ex tunc) e può stabilizzare gli effetti del contratto anche se intervenuta dopo la data della contestata risoluzione. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte di Appello di Roma in diversa composizione, che dovrà anche provvedere sulle spese; è stata altresì esclusa la necessità per il ricorrente di versare ulteriore contributo unificato ai sensi delle norme citate.

Norme richiamate

  • art. 1418 c.c.

    Riferita alla nullità dei negozi: la Corte ha ritenuto che la nullità per mancata registrazione, richiamata dal ricorrente, possa essere sanata dalla successiva registrazione tardiva nel caso di diritti personali di godimento, con effetto retroattivo

  • art. 1, comma 346, legge 24 dicembre 2003 n. 311

    Norma richiamata dalla Corte territoriale per la nullità del contratto non registrato; la Cassazione interpreta invece che la registrazione tardiva prevista dalla stessa disciplina possa avere effetto sanante ex tunc, secondo consolidata giurisprudenza di legittimità

  • artt. 1803-1810 c.c.

    Norme sul contratto di comodato: la sentenza le richiama come quadro normativa del rapporto (dovere di restituzione), utile a qualificare l'azione come personale di restituzione piuttosto che come azione reale di rivendicazione

  • art. 447-bis c.p.c.

    Norma procedurale citata perché il ricorrente ha utilizzato il rimedio possessorio prevista nella fase iniziale del giudizio

  • art. 360 c.p.c., n. 3 e n. 5

    Fondamenti di cassazione richiamati (omessa o errata applicazione di norme e motivazione contraddittoria/illogica); la Corte ha accolto il motivo di diritto fondato su tale norma

  • artt. 115 e 116 c.p.c.

    Richiamati con riferimento alla prova e al relativo onere: la Corte chiarisce che, nella azione personale di restituzione basata sul comodato, non è necessario che il comodante provi la titolarità del diritto reale (proprietà); al contrario, tale prova diventa essenziale se l'azione viene qualificata come rivendicazione

  • art. 13, comma 1-quater e comma 1-bis, D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 (come modificato dall'art.1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n.228)

    norme sul contributo unificato: la Corte ha disposto che, in ragione dell'accoglimento parziale del ricorso, non sussiste l'obbligo per il ricorrente di versare l'ulteriore importo del contributo richiesto

Massime di principio

  • La registrazione tardiva di un contratto che costituisce un diritto personale di godimento (es. comodato, locazione) può avere effetto sanante retroattivo e stabilizzare gli effetti del contratto anche se effettuata dopo la data contestata di cessazione: pertanto la mancata registrazione iniziale non sempre determina una nullità insanabile.
  • Un'azione proposta per ottenere la restituzione di un bene consegnato in forza di un rapporto obbligatorio (comodato, locazione, deposito) è azione personale e non azione di rivendicazione: l'attore non è tenuto a dimostrare la titolarità reale (proprietà) del bene per il riconoscimento dell'obbligo di restituzione; al contrario, se l'azione è qualificata come rivendicazione grava l'onere probatorio della titolarità sul richiedente.
  • La qualificazione giuridica dell'azione è determinante perché incide sul relativo onere della prova: attenzione ad evitare che il giudice di merito requalifichi la domanda in modo da spostare impropriamente l'onere probatorio.
  • Se in appello vengono proposte domande nuove (es. usucapione) non formulate in primo grado, esse possono essere dichiarate inammissibili: le nuove eccezioni o domande devono rispettare i limiti procedurali.
  • In controversie sulla cessazione del comodato è fondamentale documentare le comunicazioni di recesso e le date di effettiva consegna; tuttavia la prova dell'esistenza del rapporto obbligatorio e della sua persistenza può essere integrata dalla successiva registrazione del contratto, ove effettuata.
  • Nel giudizio di cassazione errori di diritto e vizi di motivazione (art. 360 c.p.c.) possono determinare la cassazione e il rinvio per nuovo esame nel merito, con possibile diversa composizione della Corte d'appello.

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