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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6758/2023 del 17/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale ha proposto ricorso avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Campobasso che aveva dichiarato non luogo a provvedere sull'istanza trasmessa per l'incidente di esecuzione: Ricciardi chiedeva di accertare che la sua sentenza irrevocabile di condanna (23/07/2020) non riguardasse un reato "ostativo" e quindi di poter ottenere la sospensione dell'ordine di carcerazione ai sensi dell'art. 656 c.p.p. Il PG denunciava violazione degli artt. 666 c.p.p. e 4‑bis dell'Ordinamento penitenziario e vizio di motivazione, sostenendo che la Corte non avrebbe correttamente interpretato l'atto e avrebbe deciso diversamente da precedente provvedimento su identica questione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Dall'esame degli atti è emerso che successivamente all'ordinanza impugnata, in data 27/09/2022, a Ricciardi è stata concessa la misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale, rendendo irrilevante la questione della sospensione dell'ordine di carcerazione (poiché l'esecuzione della pena non è più esigibile). Per tale motivo è mancato l'interesse attuale e concreto all'impugnazione. Non è stata disposta condanna alle spese.

Norme richiamate

  • art. 656 cod. proc. pen.

    Regola la sospensione dell'ordine di esecuzione e le sue conseguenze; nella vicenda la sospensione richiesta perde efficacia quando interviene una misura alternativa (affidamento in prova) che rende non esigibile la carcerazione.

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal Procuratore generale in relazione alle modalità del procedimento di incidente di esecuzione/impugnazione; nella decisione è stata evocata come titolo di censura ma il giudice non è entrato nel merito a causa della sopravvenuta carenza d'interesse.

  • art. 4‑bis Ordinamento penitenziario

    Disposizione "ostativa" che può precludere l'accesso a benefici penitenziari in presenza di determinate condanne. Il Procuratore generale l'ha invocata per sostenere che la condanna di Ricciardi fosse ostativa e quindi incompatibile con la sospensione; la Corte non ha valutato il merito di tale questione per sopravvenuta carenza d'interesse.

Massime di principio

  • L'interesse processuale deve essere attuale e concreto: una sopravvenuta concessione di una misura alternativa che rende non esigibile la carcerazione elimina l'interesse ad impugnare questioni sulla sospensione dell'ordine di esecuzione.
  • Quando sopravviene una situazione che rende privo di effetti il provvedimento contestato (es. affidamento in prova al servizio sociale), il ricorso inerente alla mera sospensione dell'ordine di carcerazione va dichiarato inammissibile per difetto di interesse.
  • Le censure di legittimità che riguardano l'applicazione di norme "ostative" (es. art. 4‑bis Ord. pen.) richiedono che il ricorrente dimostri un interesse attuale: in assenza di ciò il giudice può non affrontare il merito.
  • La valutazione preliminare dell'esistenza di un interesse concreto può evitare il giudizio di merito: le parti devono aggiornare il giudice su eventi sopravvenuti che incidono sull'utilità dell'impugnazione.
  • Decisioni precedenti su identiche questioni non impediscono di sollevare nuovamente la stessa questione, ma l'accoglimento del ricorso dipende sempre dall'esistenza di un danno o di un'effettiva utilità dell'impugnazione.
  • In caso di inammissibilità per sopravvenuta carenza d'interesse, il giudice può non disporre la condanna alle spese, specie se la sopravvenienza ha reso impraticabile la prestazione richiesta.

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