Sentenza n. 783/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Brescia che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza, ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a., chiedendo l’esecuzione della sentenza del giudice ordinario che aveva accertato il suo diritto all’assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente e aveva condannato il Ministero a consentire la generazione dei relativi buoni spesa per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato che il gestore del servizio aveva accreditato nel borsellino elettronico del ricorrente l’importo riconosciuto dalla sentenza. Il ricorrente ha quindi chiesto l’estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, insistendo per la condanna alle spese, poiché l’adempimento era intervenuto dopo la proposizione del ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che la pretesa azionata era stata integralmente soddisfatta dall’Amministrazione in corso di giudizio e che, pertanto, era venuta meno la posizione di contrasto tra le parti, senza necessità di ulteriore pronuncia sull’oggetto della controversia ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Quanto alle spese, il Collegio ha considerato sia il comportamento collaborativo del Ministero, che aveva provveduto all’adempimento, sia la serialità dei ricorsi analoghi patrocinati dal medesimo difensore, idonea a consentire modalità gestionali standardizzate e una riduzione dell’impegno professionale per ciascun giudizio. Ha quindi condannato il Ministero a rimborsare cinque sesti delle spese, liquidate complessivamente in euro 500,00 oltre accessori, compensando la restante parte.
Norme richiamate
artt. 112 e seguenti c.p.a.
Disciplinano il giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l’esecuzione del giudicato.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Quando nel corso del giudizio viene meno l’interesse alla decisione per il sopravvenuto soddisfacimento della pretesa, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
È la disposizione che fonda il diritto alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente.
art. 6 d.p.c.m. 28.11.2016
Prevede i buoni spesa collegati alla Carta del docente, la cui generazione era stata ordinata dal giudice ordinario.
art. 4, comma 2, d.m. 55/2014
prevede l’adeguamento del compenso in presenza di posizioni processuali identiche, stabilendo incrementi progressivi contenuti per ciascun soggetto oltre il primo
Il TAR lo richiama, per analogia, quale criterio di congruità della riduzione del compenso quando il medesimo difensore tratta una pluralità di ricorsi con identica situazione sostanziale e processuale.
Massime di principio
- La sopravvenuta integrale soddisfazione della pretesa azionata in un giudizio di ottemperanza determina il venir meno della posizione di contrasto tra le parti e impone la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, anziché una pronuncia sull’ulteriore esecuzione del giudicato.
- Ai fini della regolazione delle spese, l’adempimento spontaneo o collaborativo dell’amministrazione intervenuto dopo la proposizione del ricorso non esclude la condanna dell’amministrazione al rimborso delle spese sostenute dal ricorrente, potendo però giustificarne una compensazione parziale.
- Nella liquidazione delle spese, la trattazione seriale di ricorsi caratterizzati da identiche questioni sostanziali e processuali può giustificare una riduzione proporzionale del compenso, in ragione della standardizzazione delle attività difensive e della minore incidenza dell’impegno professionale per ciascun giudizio.
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