Sentenza n. 374/2026 - Catania, Sezione 4
per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 761/2019 pronunciata dalla Corte d’Appello di Messina;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata integrale esecuzione della sentenza n. 761/2019 della Corte d’Appello di Messina, relativa al pagamento di capitale, interessi e spese di lite
Esito
Favorevole al resistente (ente debitore)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza sostenendo che il Consorzio per le Autostrade Siciliane non avesse integralmente adempiuto alla sentenza civile passata in giudicato. Il giudicato aveva condannato il Consorzio al pagamento di euro 459.295,44, oltre alle spese di lite dei due gradi di giudizio. Il Consorzio ha disposto il pagamento di euro 530.924,10, comprensivi del capitale, di euro 45.061,28 per interessi legali maturati dalla pronuncia della sentenza al pagamento e di euro 26.567,38 per spese di lite, ma, dopo avere accertato un debito erariale della ricorrente pari a euro 24.581,01, ha corrisposto la differenza di euro 506.343,09. La ricorrente ha sostenuto che fossero ancora dovuti gli interessi maturati dal riconoscimento del debito, risalente al 28 settembre 1989, oppure dalla proposizione della domanda giudiziale civile fino all’effettivo soddisfo.
La decisione
Il TAR ha dichiarato in parte cessata la materia del contendere, rilevando che il punto n. 1 della sentenza civile, relativo alla condanna al pagamento di euro 459.295,44, oltre alle spese di lite, era stato integralmente eseguito mediante il pagamento di euro 506.343,09, somma comprensiva di capitale, interessi e spese, al netto della compensazione legale per il debito erariale della ricorrente. La domanda di ulteriori interessi dalla data del riconoscimento del debito o dalla proposizione del giudizio civile è stata respinta, poiché tali interessi non risultavano previsti dal giudicato da eseguire; al contrario, la Corte d’Appello aveva confermato il rigetto, per prescrizione, della domanda relativa agli interessi legali e moratori, ulteriori interessi e interessi anatocistici sulle somme riconosciute. Il ricorso è stato quindi dichiarato in parte improcedibile per cessazione della materia del contendere e rigettato per il resto. Le spese sono state compensate in ragione delle peculiarità della domanda.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza è stato utilizzato per verificare l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza civile; il giudice ha limitato l’esecuzione al contenuto effettivamente risultante dal titolo giudiziale.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice deve verificare l’adempimento dell’amministrazione in rapporto al contenuto precettivo del giudicato, senza estendere l’esecuzione a pretese non riconosciute dal titolo.
- Quando l’amministrazione corrisponde integralmente le somme dovute in base al giudicato, la domanda di ottemperanza diviene priva di oggetto limitatamente a tale obbligo, con conseguente cessazione della materia del contendere.
- Non possono essere riconosciuti in sede di ottemperanza interessi ulteriori rispetto a quelli espressamente previsti dal giudicato, soprattutto quando il giudice civile abbia rigettato la domanda relativa agli interessi maturati anteriormente o ulteriormente rispetto alla pronuncia.
- Il giudicato civile da eseguire delimita l’ambito del giudizio di ottemperanza: il giudice amministrativo non può modificare o ampliare la condanna stabilita dal giudice civile.
Come è indicizzato
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