Sentenza n. 7615/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Prima) n. 05078/2023, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Campania, Sez. I, che aveva respinto il ricorso contro gli atti di approvazione e adozione dello Stralcio Urbanistico del PRARU di Bagnoli-Coroglio e contro successive modifiche alle relative NTA
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I proprietari di immobili inclusi nell’area di rilevante interesse nazionale Bagnoli-Coroglio, per i quali lo Stralcio Urbanistico del PRARU prevedeva la demolizione dei manufatti esistenti e la costruzione di nuovi volumi, avevano impugnato in primo grado il decreto del Presidente della Repubblica del 6 agosto 2019 di approvazione dello Stralcio, il provvedimento commissariale del 21 giugno 2019 di adozione, il verbale della conferenza di servizi del 14 giugno 2019, l’Accordo interistituzionale del 19 luglio 2017 e il provvedimento del 25 agosto 2021 di modifica e integrazione delle NTA. Avevano dedotto, tra l’altro, il mancato raggiungimento dell’accordo in conferenza di servizi, l’assenza di un parere favorevole di VAS e l’illegittimità dell’esclusione della necessità di una nuova VAS, l’assenza di un piano economico-finanziario dettagliato e fedele, la manifesta illogicità e il difetto di motivazione del Piano, nonché l’indeterminatezza delle previsioni sul reinsediamento degli abitanti. Dopo il rigetto del ricorso e dei motivi aggiunti da parte del TAR Campania, gli interessati hanno proposto appello denunciando violazione e falsa applicazione dell’art. 33 d.l. 133/2014, dell’art. 14 l. 241/1990, degli artt. 6 e 7 d.lgs. 152/2006 e del d.P.R. 380/2001, oltre a errori di giudizio e di procedura. Nel corso dell’appello hanno poi dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha preso atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse depositata dagli appellanti il 14 settembre 2026 e della mancata opposizione delle amministrazioni appellate. Non ha quindi esaminato nel merito i motivi d’appello né le censure originarie contro gli atti di pianificazione e ha dichiarato l’appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese del grado sono state compensate per giustificati motivi, in considerazione dell’evoluzione processuale della controversia.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il Collegio prende atto della sopravvenuta carenza di interesse comunicata dall’appellante e della mancata opposizione delle amministrazioni appellate e dichiara l’improcedibilità dell’appello per sopravvenuta carenza di interesse.
La sopravvenuta carenza di interesse, riconosciuta dall’appellante e non contestata dalle amministrazioni, comporta l’improcedibilità della domanda d’appello.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Sussistono giustificati motivi, in ragione dell’evoluzione processuale della controversia, per compensare tra le parti le spese del presente grado di giudizio.
L’evoluzione processuale della controversia costituisce, nel caso concreto, giustificato motivo per compensare le spese del grado.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 7 ottobre 2026, tenuta da remoto ai sensi dell’art. 87, comma 4 bis, c.p.a., con l'intervento dei magistrati
La disposizione è richiamata quale base per lo svolgimento da remoto della camera di consiglio; non è oggetto di una specifica interpretazione sostanziale.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio d’appello, l’appellante dichiara la sopravvenuta carenza di interesse e gli appellati non vi si oppongono, l’appello è dichiarato improcedibile senza esame dei motivi di merito.
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