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Sentenza

Sentenza n. 965/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento A) quanto al ricorso n. 419 del 2024: - dell’ordinanza di rimozione e demolizione opere e strutture e rimessione in pristino n. 42 del 10.04.2024, emessa dal Responsabile dell’Area Governo del Territorio del Comune di Costa Volpino (doc. 1); - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, facendo espressa riserva di motivi aggiunti. B) quanto al ricorso n. 534 del 2024: - dell’ordinanza del responsabile dell''Area Governo del Territorio n. 42 di data 10 aprile 2024, con la quale è stata ingiunta la demolizione di alcune opere abusive situate in via Baiguini; C) quanto al ricorso n. 545 del 2024: - dell’ordinanza di rimozione e demolizione delle opere e delle strutture e remissione in pristino n. 42 del 10.04.2024 emessa dal Responsabile dell’Area Governo del Territorio del Comune di Costa Volpino notificata il 15.04.2024.

Giustizia amministrativa202400419

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di rimozione e demolizione di opere abusive e rimessione in pristino, limitatamente alle censure residue relative all'aviosuperficie

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Tre ricorsi riuniti erano stati proposti per l'annullamento dell'ordinanza del Comune di Costa Volpino n. 42 del 10 aprile 2024, avente a oggetto la rimozione e demolizione di opere abusive e la rimessione in pristino dello stato dei luoghi. Con una precedente sentenza non definitiva, i ricorsi erano stati dichiarati improcedibili per sopravvenuto difetto di interesse relativamente a tutte le questioni diverse da quelle concernenti l'aviosuperficie; il giudizio era quindi proseguito soltanto su tali censure residue. All'udienza del 4 giugno 2026, le parti hanno riferito che erano in corso interlocuzioni per individuare una localizzazione alternativa dell'aviosuperficie, idonea a superare le criticità connesse ai vincoli esistenti. Il Comune ha inoltre dichiarato che l'ordinanza impugnata era stata superata da un sopravvenuto diniego di sanatoria edilizia, impugnato in altro giudizio ancora pendente, e che si riservava di adottare un nuovo provvedimento sanzionatorio, anche in considerazione della mutata situazione di fatto. I difensori dei ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse a una pronuncia di merito sui ricorsi in esame.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili per sopravvenuto difetto di interesse tutti i ricorsi riuniti, limitatamente alle censure residue relative all'aviosuperficie. La decisione è stata fondata sulle dichiarazioni concordi rese in udienza: il provvedimento impugnato risultava superato dal sopravvenuto diniego di sanatoria e il Comune prospettava l'adozione di un nuovo provvedimento, mentre i ricorrenti avevano espressamente dichiarato di non avere più interesse a una decisione di merito. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità della controversia e della natura della decisione.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento, il provvedimento impugnato risulta superato da un sopravvenuto atto amministrativo e il ricorrente dichiara di non avere più interesse a una pronuncia di merito, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La sopravvenuta prospettazione di un nuovo provvedimento amministrativo, destinato a sostituire quello impugnato e da adottarsi alla luce della mutata situazione di fatto, esclude l'utilità attuale di una decisione sul provvedimento originario, se il ricorrente non mantiene un interesse concreto alla pronuncia.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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