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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8108/2024 del 23/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 29/05/2023 che aveva disposto la revoca della sospensione condizionale della pena riconosciuta con la sentenza del GUP del Tribunale di Catania del 12/03/2015 (nonché di altro beneficio concesso con sentenza del Tribunale di Siracusa del 05/11/2015). Il G.E. aveva revocato la sospensione ritenendo che, in ragione di una successiva sentenza del 26/01/2016 e di fatti del 18/11/2021, la pena cumulata superasse il limite di legge. Il ricorrente ha dedotto che il G.E. ha erroneamente valutato il contenuto della sentenza del 26/01/2016: quella decisione, su concorde richiesta delle parti, aveva riconosciuto la continuazione con il fatto oggetto della sentenza del 12/03/2015, sicché il 'peso sanzionatorio' non va sommato come pensato dal G.E. ma va considerato come pena per reato continuato, mantenendo il beneficio della sospensione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente alla revoca della sospensione relativa alla sentenza del 12/03/2015. Ha annullato l'ordinanza impugnata in quella parte e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Catania, rilevando che il G.E. non aveva tenuto conto dell'effettivo contenuto della decisione del 26/01/2016 che riconosce la continuazione; dunque è necessaria una nuova valutazione dello stato esecutivo e della legittimità della revoca.

Norme richiamate

  • sospensione condizionale della pena (istituto della sospensione condizionale)

    La revoca del beneficio può essere disposta solo se, alla luce di tutte le sentenze e del loro contenuto, la pena complessivamente eseguibile supera i limiti che consentivano il beneficio; occorre valutare correttamente il contenuto delle decisioni che incidono sullo stato esecutivo.

  • istituto della continuazione tra reati (riconoscimento della continuazione)

    Se una sentenza riconosce la continuazione tra più fatti, la pena va determinata in modo unitario per il reato continuato; pertanto una successiva decisione che riconosce la continuazione non comporta automaticamente un aumento cumulativo delle pene che giustifichi la revoca del beneficio.

Massime di principio

  • Prima di disporre la revoca della sospensione condizionale occorre analizzare integralmente il contenuto delle sentenze successive e non limitarsi a dati sommari o al certificato penale.
  • Se una sentenza riconosce la continuazione tra reati, le pene devono essere calcolate come per reato continuato e non semplicemente sommate; questo può preservare il beneficio della sospensione.
  • Errori di interpretazione del contenuto di una sentenza (es. confondere riconoscimento della continuazione con applicazione autonoma di una pena) possono determinare l'annullamento dell'ordinanza che dispone la revoca.
  • È rilevante verificare le date di irrevocabilità e il momento in cui le pene diventano esecutive per valutare correttamente lo stato esecutivo complessivo.
  • Nella difesa contro la revoca, è utile allegare copia integrale delle sentenze successive (non solo il certificato penale) per dimostrare eventuali riconoscimenti di continuazione o altri aspetti che incidono sul cumulo delle pene.
  • Il giudice dell'esecuzione deve procedere a un calcolo preciso e motivato del cumulo/simulazione delle pene prima di revocare benefici come la sospensione condizionale.

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