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Sentenza

Sentenza n. 2836/2026 - Roma, Sezione 2

per l’accertamento dell'illegittimità e l’annullamento, previa concessione di misure cautelari, del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata da Hafiza Zeenat Javed presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad in Pakistan

Giustizia amministrativa202515299

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio asseritamente formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso contro il silenzio/inadempimento/rifiuto che assumeva essersi formato sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio presentata presso l’Ambasciata d’Italia ad Islamabad. Nel corso del giudizio è stata documentata la fissazione di un appuntamento presso l’Ambasciata, funzionale all’avvio dell’istruttoria e al colloquio consolare. La ricorrente ha quindi chiesto la cessazione della materia del contendere, con condanna dell’Amministrazione alle spese; le amministrazioni resistenti hanno chiesto anch’esse la cessazione della materia del contendere, ma con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha escluso la cessazione della materia del contendere, rilevando che la fissazione dell’appuntamento non equivale al rilascio del visto, ma costituisce soltanto una fase interna di un procedimento ancora suscettibile di concludersi con il rilascio o con il diniego del visto. Tuttavia, la condotta processuale della ricorrente, consistente nella rappresentazione dell’avvenuta fissazione dell’appuntamento e nella richiesta di cessazione della materia del contendere, è stata valutata come espressiva di un significativo disinteresse alla perdurante coltivazione del ricorso. Il giudizio è stato pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. La decisione è stata adottata in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della questione, del rilevante flusso di istanze di visto presso l’Ambasciata e dell’esito processuale in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione giustifica la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

  • art. 60 c.p.a.

    decisione in forma semplificata

    La causa può essere definita con sentenza semplificata quando ricorrono i presupposti previsti dalla disposizione e siano state espletate le formalità richieste.

Massime di principio

  • La fissazione di un appuntamento presso un ufficio consolare, finalizzato all’avvio dell’istruttoria o allo svolgimento del colloquio per il rilascio di un visto, non determina la cessazione della materia del contendere, perché non equivale al rilascio del visto e il procedimento può ancora concludersi con un diniego.
  • La sopravvenuta fissazione dell’appuntamento consolare può tuttavia evidenziare il venir meno dell’interesse alla prosecuzione del ricorso avverso il silenzio, quando la condotta processuale del ricorrente mostri un disinteresse alla perdurante coltivazione della controversia.
  • La cessazione della materia del contendere presuppone che l’amministrazione abbia integralmente soddisfatto la pretesa sostanziale dedotta in giudizio; il compimento di una mera fase endoprocedimentale non è sufficiente.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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