Cassazione Civile, Sentenza n. 28248/2020 del 11/12/2020
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR Abruzzo che aveva riformato la sentenza di primo grado e accolto l'appello del Comune, affermando la legittimità dell'accertamento ICI relativo alle annualità 2009-2011 su immobile (Autoporto Adriatico) ritenuto utilizzato da ente diverso dal Consorzio. L'Arap deduce che l'immobile era opera pubblica appartenente alla Regione Abruzzo, trasferita alla stessa con delibera del 15.6.2006 e concessa in uso gratuito e temporaneo alla Protezione Civile, con la conseguenza che il Consorzio non era, nelle annualità imposte, proprietario, concessionario né possessore dell'area e quindi non poteva essere considerato soggetto passivo dell'ICI
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Arap e cassato la sentenza impugnata, ritenendo che la CTR non abbia esaminato fatti decisivi (delibera regionale di trasferimento dell'opera, provvedimenti di attribuzione in uso alla Protezione Civile e la determina consortile) che potevano escludere la soggettività passiva del Consorzio ai fini ICI. La causa è stata rinviata alla Commissione Tributaria Regionale dell'Abruzzo in diversa composizione per un nuovo esame, con condanna alle spese del grado di legittimità
Norme richiamate
art. 3; art. 7, co.1, lett. a) e i)
La normativa definisce il presupposto impositivo e le esenzioni. La Corte richiama che, pur essendo il concessionario espressamente qualificato quale soggetto passivo (per effetto delle modifiche), permane la necessità che il bene sia nella disponibilità/possesso del soggetto passivo per far nascere l'obbligazione tributaria; se il rapporto di concessione è cessato e la disponibilità è tornata alla pubblica concedente, può mancare la soggettività passiva.
art. 18 (modifica art. 3 del d.lgs. n. 504/1992)
Ha esteso espressamente la soggettività passiva ai concessionari di aree demaniali, rendendo irrilevanti gli effetti reali od obbligatori della concessione ai fini dell'individuazione del soggetto d'imposta; tuttavia la Corte sottolinea che occorre comunque verificare l'effettiva disponibilità del bene.
richiamata nella sentenza per la disciplina del trasferimento delle opere pubbliche con decreto del Presidente della Giunta Regionale
Indica la modalità regionale per formalizzare il trasferimento delle opere pubbliche; atti regionali di trasferimento hanno rilievo fattuale nel determinare la titolarità e la disponibilità dell'immobile.
artt. 112, 115, 116; art. 360 c.p.c. (nn. 3 e 4 invocati per error in procedendo)
Richiamati in rapporto ai vizî denunciati sulle valutazioni probatorie e sulla eventuale omissione di esame di fatti decisivi: la Corte ha ritenuto fondate le doglianze sulla mancata verifica di documenti e atti decisivi posti a fondamento dell'appello.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Cass. n. 10006/2019 (richiamata nella motivazione)
Precedente che conferma l'interpretazione secondo cui l'individuazione legislativa del concessionario quale soggetto d'imposta non implica sempre automaticamente l'imposizione se manca la disponibilità effettiva del bene; la conoscenza della giurisprudenza aiuta a delimitare il perimetro della soggettività passiva.
Massime di principio
- La qualificazione normativa del concessionario come soggetto passivo non esclude la necessità fattuale della disponibilità/possesso: occorre verificare se, nelle annualità imposte, il concessionario avesse effettivamente la disponibilità materiale dell'immobile
- Documenti amministrativi (delibere, decreti, determine) che attestano trasferimenti di proprietà o attribuzioni d'uso sono fatti decisivi che il giudice di merito deve esaminare; la mancata valutazione di tali atti può determinare cassazione per omesso esame di fatto
- Se la concessione è cessata e l'opera è tornata nella disponibilità della concedente pubblica o è stata assegnata ad altro soggetto, può mancare la soggettività passiva e quindi l'intero presupposto impositivo (non solo un'esenzione)
- In giudizio il contribuente deve evidenziare e documentare tempestivamente atti che provano l'estinzione del rapporto concessorio o il trasferimento della disponibilità; l'Amministrazione comunale/tributaria deve invece documentare e provare la persistenza della disponibilità del soggetto accertato
- Il giudice d'appello deve motivare specificamente sul rilievo probatorio di tali atti; in assenza di adeguata istruttoria o valutazione la decisione è suscettibile di cassazione e rinvio
- Per chi impugna un avviso ICI su immobili demaniali/concessi, valutare entrambe le vie: (i) eccepire l'insussistenza del presupposto soggettivo (assenza di disponibilità) e (ii) verificare l'eventuale sussistenza di esenzioni, indicando con precisione la fonte e i fatti che le attivano
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